07/10/2026
È bastata una storia su IG di un amico con un messaggio bellissimo, e per me commovente, per scatenare di nuovo un’ondata di affetto e riconoscenza per il Linea Gotica.
È passato quasi un mese dalla chiusura e questo senso di smarrimento e malinconia non sembra placarsi.
Lo capisco.
Come mi state testimoniando anche voi, il Linea Gotica non è stato un semplice locale.
È stato un posto con un’identità forte e precisa che ha cercato sempre di non omologarsi e di precorrere i tempi. Nella musica, nel beverage, nel food, nell’organizzazione degli eventi, nell’arte da mostrare su quel muro, nella scelta di una battaglia sociale da condurre…
È inutile anche citare i numerosi esempi.
Siamo stati un punto di riferimento e un esempio sotto tutti i punti di vista. Un esempio che continua a mettere semi e generare frutti.
Ma è stato soprattutto un posto in cui sentirsi a casa per chi ha scelto di fidarsi di noi e di lasciarsi andare senza pregiudizi. Di vivere il nostro spazio e il nostro tempo senza formalismi, senza moine, senza lustrini, essendo se stessi. Con le stesse dinamiche di una famiglia: gioie, sacrifici, risate, scazzi, amori, incomprensioni, riconciliazioni…
In 14 lunghi anni (dai tempi del Circolo) ho cercato di fare del mio meglio.
Ho buttato sudore e lacrime nel mio lavoro. Mi sono speso letteralmente fino all’ultima goccia di energia.
Perché un posto del genere, gestito in questo modo, con le caratteristiche che dicevamo, non si costruisce da sé e dietro c’è un lavoro enorme che davanti al bancone non si vede nemmeno.
Perché c’era da lavorare il doppio rispetto ad un’attività normale per sconfiggere quel pregiudizio politico che per me ha pesato come una zavorra. “Il bar del comunisti” dicevano alcuni, “compagni di luppolo” ci hanno apostrofato in passato, senza sapere che negli anni abbiamo creato un ambiente sano e tranquillo in cui si trovavano a proprio agio tutti, famiglie, bambini, adulti, ragazzi, senza distinzione sociale, politica, di razza, di genere, di religione… I clienti ho dovuto conquistarmeli e mantenerli uno ad uno. Perché scegliere il Linea Gotica non era un fatto scontato.
E poi quegli hamburger… che sono diventati piano piano il nostro marchio di successo dandomi tante soddisfazioni e facendomi scoprire l’amore per la cucina. Sono entrati nelle abitudini alimentari del “sabato sera” ferrandinese permettendoci dopo gli anni difficili del Covid di reinventarci e trovare la nostra strada, chiara e definita.
E poi ancora la musica originale dal vivo: decine e decine di live, in maniera programmata e sistematica, che ci hanno reso un live club “da città” riconosciuto e inserito in un circuito nazionale; decine e decine di artisti più o meno noti, conferme e scoperte, che hanno allietato le nostre serate.
Vorrei ringraziare tutti: i clienti, le ragazze e i ragazzi che hanno lavorato con me e per me, gli amici, gli artisti, i promoter…
Non vi dimenticherò mai.
Io ho dato tutto, facendo anche errori.
Voi mi avete riempito il cuore (oltre a rompermi il caxxo ogni tanto…) e avete reso la mia vita meritevole di essere vissuta fino in fondo. Ed è quello che ho fatto in questi anni e che continuerò a fare: vivere tutto, intensamente, sempre.
Pietro
PS: ho intenzione di creare un grande archivio digitale con le foto e i video di tutti questi anni, che vorrei non andassero persi.
Se avete del materiale di qualsiasi tipo (serate, piatti, birre, volti, persone…) e vi va di contribuire potete inviarmelo via WhatsApp (3383116714) o via mail ([email protected])