Seleggo

Seleggo Seleggo è un servizio gratuito che mette a disposizione uno strumento compensativo per gli studenti dislessici.

I testi scolastici vengono trascritti con caratteri più grandi e distanziati, e vengono resi ascoltabili con la sintesi vocale e il karaoke. Seleggo è una Onlus creata dai Lions italiani, il cui scopo è aiutare le persone dislessiche nella lettura e nello studio fornendo materiale didattico ottimizzato. Sulla piattaforma di www.seleggo.org sono immediatamente fruibili dagli studenti dislessici i

testi scolastici ottimizzati per la lettura semplificata e l’ascolto. Abbiamo quindi un lettore di testi, che include un sintetizzatore vocale (text to speech) sincronizzato con il testo come un karaoke, e abbiamo aggiunto la possibilità di personalizzare in modo significativo i parametri di lettura e di ascolto. E’ disponibile un dizionario per i termini sconosciuti e la possibilità di cercare immagini a corredo. Abbiamo in catalogo più di 450 libri, per lo più per la scuola media. Per utilizzare il servizio bisogna registrarsi ed avere il certificato DSA. E’ possibile iscriversi come scuola per facilitare l’iscrizione di tutti i ragazzi Dsa.

Seleggo è uno strumento compensativo GRATUITO per ragazzi con Dsa che mette a disposizione di famiglie e scuole una piat...
01/06/2026

Seleggo è uno strumento compensativo GRATUITO per ragazzi con Dsa che mette a disposizione di famiglie e scuole una piattaforma online con libri scolastici ottimizzati per la lettura facilitata e ascoltabili con sintesi vocale. Siamo felici quando ci raccontate che i ragazzi hanno un grande beneficio da questo supporto allo studio, ma abbiamo bisogno del vostro sostegno per continuare ad ampliare il nostro catalogo libri online! Dona il tuo 5x1000 a Seleggo, qui il nostro Codice Fiscale: 97685610152. Segui la nostra pagina!

Dislessia: ecco il test che personalizza i parametri di lettura e di sintesi vocale.Validato da uno studio pubblicato su...
25/05/2026

Dislessia: ecco il test che personalizza i parametri di lettura e di sintesi vocale.
Validato da uno studio pubblicato su MTI, è gratuito e disponibile pe r scuole, famiglie e professionisti del settore. L’idea dei ricercatori dell’IRCCS Eugenio Medea in partnership con i Lions italiani.

Il test è accessibile a chiunque, indipendentemente dalla lingua parlata: infatti utilizza parole e frasi che non hanno un significato, riducendo l'effetto di familiarità delle parole, della conoscenza della lingua e dell'esperienza linguistica. La maggiore o minore facilità di lettura rifletterà unicamente le caratteristiche visive della parola, così come la chiarezza con cui le frasi verranno comprese dipenderà solo dalle caratteristiche uditive della sintesi vocale. Oltre a rivolgersi ai singoli studenti con dislessia certificati, il test risulta quindi utile anche agli studenti non madrelingua che non hanno una completa padronanza dell’Italiano. Ma non solo: anche le scuole, gli studi professionali e le UONPIA lo possono utilizzare per individuare i ragazzi che, al di là della diagnosi specifica, necessitano più di altri di strumenti compensativi come Seleggo per supportare il percorso scolastico.

Il test è fruibile sulla piattaforma Seleggo.org tramite web: totalmente gratuito, fornisce agli utenti con disturbi di lettura i parametri più favorevoli sia per la visualizzazione del testo (font, grandezza ideale del carattere e spaziatura) sia per la conversione da testo a voce (velocità e timbro ottimali per la sintesi vocale). Sulla piattaforma sono presenti anche i tutorial specificamente predisposti.

www.lescienze.it

Un’altra scuola è possibile: l’esempio virtuoso del Majorana di Brindisi: nessun libro, otto stili di apprendimento e ve...
18/05/2026

Un’altra scuola è possibile: l’esempio virtuoso del Majorana di Brindisi: nessun libro, otto stili di apprendimento e verifiche singole personalizzate. 8 stili di apprendimento per andare oltre Lal ezione frontale.

Book In Progress AI è una soluzione sviluppata all'interno del Majorana di Brindisi che non solo viene utilizzata dai singoli studenti con interfaccia personale visibile solo a loro, ma che resta all’interno della scuola: non ci sarà alcuna memorizzazione di dati e quelli necessari sono crittografati e anonimi.
Book In Progress AI è gratis e il Majorana lo renderà disponibile ad altre scuole open source. Salvatore Giuliano, Dirigente scolastico dell’Istituto Majorana e ideatore del progetto, spiega come funziona:

1. I contenuti sono pensati e sviluppati dai professori.
«Questi possono essere mostrati a schermo in modo diverso perché il singolo studente può scegliere tra 8 stili di apprendimento: dal pratico, all’essenziale, al teorico, al visivo, al completo e oltre. Il testo può essere letto in audio, tradotto in una delle tante lingue, reso più leggibile tramite font ad alta leggibilità».
È la personalizzazione più spiccata per l’apprendimento, il vero PDP che si adatta allo studente e aiuta tutti, specialmente gli studenti con Bisogni Educativi Speciali (i BES riconosciuti dalla legge italiana, tra cui rientrano i DSA).
2. La funzione che chiamiamo HELPER.
All’interno del testo l’alunno può evidenziare una parola o una riga (ad esempio “Guerre Puniche”) e riguardo a quel singolo contenuto può chiedere il significato, un riassunto, un approfondimento, una mappa, delle slide.
3. le verifiche formative sempre attive.
Lo studente può sottoporsi all'infinito a domande generate in base al suo percorso di apprendimento. A seconda degli indicatori del progresso della conoscenza vengono proposte le domande successive, secondo un livello crescente di difficoltà.

credit: corriere della sera - foto laRepubblica

«La ricerca è chiara: l’IA può supportare diagnosi precoce, personalizzazione e potenziamento delle abilità linguistiche...
11/05/2026

«La ricerca è chiara: l’IA può supportare diagnosi precoce, personalizzazione e potenziamento delle abilità linguistiche. Una revisione internazionale ha evidenziato quattro grandi aree di applicazione: diagnosi, interventi personalizzati, elaborazione del linguaggio e perfino supporto tramite analisi neuroimaging. E un’altra ricerca mostra come tecniche di realtà virtuale abbinate al machine learning possano identificare la dislessia con accuratezze fino all’87,5% negli studenti italiani». Così il Prof. Giacomo Stella di SOS Dislessia a marzo al convegno a Bologna.

Le famiglie infatti spesso chiedono: “a che età lo smartphone?”. Lei cosa risponde?
«Neuroscienziati e pediatri dicono: non prima dei 13 anni. E soprattutto nessun dispositivo in età prescolare. Sarebbe ideale introdurre i digitali a scuola, sotto la guida dei docenti, non a casa come “calmanti”, perché oggi spesso vengono usati così e questo poi genera disturbi del sonno, del linguaggio e dell’autoregolazione».

6 STEREOTIPI SULLA DISLESSIA E I DISLESSICI A SCUOLA1 – Sa leggere, non è dislessicoSe fosse dislessico non saprebbe leg...
20/04/2026

6 STEREOTIPI SULLA DISLESSIA E I DISLESSICI A SCUOLA

1 – Sa leggere, non è dislessico
Se fosse dislessico non saprebbe leggere! Non è così… un DSA può avere diverse sfaccettature e diversi tipi di compromissione delle abilità di lettura, scrittura e calcolo.

2 – Ora sono tutti dislessici!
Un altro luogo comune: negli anni c’è stata una grande campagna di informazione e di sensibilizzazione e sono aumentate le diagnosi. Purtroppo sappiamo che le percentuali di dislessia in Italia sono sottostimate.

3 – Deve allenarsi a leggere ad alta voce
Assolutamente no! L’automatismo è il loro problema e leggere e rileggere uno stesso brano più volte porterà loro solo affaticamento e frustrazione!

4 – Quando vuole ci riesce
Con grandissimo sforzo il dislessico riesce comunque ad ottenere buoni risultati in quelle materie nelle quali ha più difficoltà, ma quello che resta problematico è il fatto di riuscire a mantenere questi risultati nel tempo.

5 – … però è intelligente!
Certo! Le persone dislessiche hanno un’intelligenza nella media o superiore alla media, è uno dei criteri di inclusione nella diagnosi. In mancanza di un quadro cognitivo nella norma non si parla più di dislessia né di DSA!

6 – Si distrae
Il problema del dislessico è che è facilmente distraibile ma non perché ha poca attenzione, ma perché riesce ad essere contemporaneamente attento a più cose. Sicuramente ha carenze nell’attenzione selettiva.

credit: Dott.ssa Rossella Grenci, dal libro "Il mio bambino è dislessico" Red Edizioni.

Il Prof. Giacomo Stella di SOS Dislessia ci racconta di un esempio concreto di come la tecnologia, se non demonizzata, p...
13/04/2026

Il Prof. Giacomo Stella di SOS Dislessia ci racconta di un esempio concreto di come la tecnologia, se non demonizzata, può diventare uno strumento di inclusività!

«Un bambino di quinta elementare, gravemente dislessico, rifiutava la scuola. Quando ha scoperto che poteva fare una foto a un testo e farselo leggere, e usare strumenti come notebook LM per scrivere, è cambiato tutto. L’insegnante ci ha detto: “Viene a scuola volentieri, partecipa, vuole interagire con i compagni”. Ha scoperto che può fare quello che fanno gli altri».

Tea, 23 anni, oggi, dopo un percorso formativo molto faticoso ma di successo, non nasconde di vedere anche i vantaggi le...
06/04/2026

Tea, 23 anni, oggi, dopo un percorso formativo molto faticoso ma di successo, non nasconde di vedere anche i vantaggi legati al “disturbo specifico dell’apprendimento” (DSA) con il quale è cresciuta. E non perché il suo brillante 99 alla maturità sia diventato una sorta di case history, e nemmeno perchè oggi studia musica al Conservatorio. Quanto perché le difficoltà nella lettura “fanno sì – spiega – che dovendo ripetere tutto molte volte fissi tutti i concetti a lungo nella memoria, e inoltre, spesso, dovendo attingere a fonti diverse ottieni diversi punti di vista e possibilità di approfondimento”.

“Ero in terza o quarta elementare, ricordo bene delle parole scritte alla lavagna. Non riuscivo a leggere, le guardavo e le riguardavo, il tempo passava, e la maestra non capiva, mentre i compagni ridacchiavano”. A posteriori Tea giudica una grande fortuna che un “professore di prima media, notando che guardavo insistentemente il suo labiale ha pensato che fossi sorda, e quindi dai test hanno capito che in realtà ero dislessica”. In terza liceo ho iniziato a informarmi più che potevo sul mio disturbo. Ho pensato: non è una cosa dalla quale si possa guarire, è una ‘neurodiversità’, per cui meglio conoscerla e farsela amica. Ed ha funzionato. Il consiglio che do alle famiglie e ai ragazzi è di fare il possibile per non rinunciare del tutto alla scrittura e alla lettura ‘normale’. Non si guarisce, ma imparando sempre nuove parole si riesce comunque a riconoscerle. La sintesi vocale ti aiuta a leggere un testo di scuola, ma il mondo esteriore è pieno di grafemi, e quindi saperli codificare è sempre d’aiuto. Un’altra cosa che aiuta molto è parlare sempre a cuore aperto delle proprie difficoltà senza vergognarsi. Auguro dal profondo a tutti i dislessici di capire il più presto possibile, nel loro percorso, che non c’è nulla di cui vergognarsi”.

Credit: LP - Provicia Bolzano - Fabio Gobbato

Dislessia: perché la scuola non può più permettersi di ignorare l’IASe ne è discusso a Bologna, al convegno di SOS Disle...
30/03/2026

Dislessia: perché la scuola non può più permettersi di ignorare l’IA

Se ne è discusso a Bologna, al convegno di SOS Dislessia. Giacomo Stella: "l’IA è uno strumento potentissimo soprattutto per chi ha DSA: compensa difficoltà esecutive e riduce il carico cognitivo. Servono però educazione digitale e competenze critiche."

«Se guardiamo ciò che fanno gli adolescenti, vediamo che scrivono sempre meno. Alla primaria imparano a leggere e scrivere, ma poi alle medie iniziano a comunicare con vocali, messaggi rapidi, immagini. Abbiamo in tasca un’enciclopedia infinita: è chiaro che questo cambia noi e cambia la scuola».

Molte scuole resistono all’ingresso dell’intelligenza artificiale in classe perché la scuola continua a pensarsi tradizionalmente come luogo di trasmissione del sapere. Oggi abbiamo un enorme problema di conoscenze non correlate: tutti credono di sapere, ma nessuno sa mettere insieme i pezzi. Abbiamo una scuola che sulla bilancia mette ancora più peso sulle spiegazioni rispetto all’esperienza.

Oppure gli insegnanti temono che faciliti troppo. L’IA, se usata bene, invece ribalta la dinamica: non rende passivi, attiva! L’alunno deve chiedere, interrogare, esplorare. È l’opposto della ripetizione passiva.

Gli studenti con DSA, loro sì, sono intelligenti ma hanno difficoltà esecutive: lentezza, memoria di lavoro ridotta, fatica nella scrittura. L’IA compensa esattamente quelle funzioni, compensa questa discrepanza tra capacità cognitive e quelle esecutive. Viene confermato anche da molte ricerche recenti, che mostrano come l’IA possa fornire interventi personalizzati, supporto linguistico e riduzione del carico cognitivo, soprattutto laddove serve flessibilità nelle modalità di apprendimento.

C’è però il rischio che l’IA sostituisca il rapporto umano o perfino il supporto psicologico… Ci sono ragazzi che usano l’IA come se fosse un “confessore” o un sostituto dell’adulto: è pericoloso. Io dico sempre che serve una patente digitale: limiti sugli orari, supervisione, regole chiare. L’IA deve aiutare, non isolare».

Credit: innlifes.com - Giacomo Stella

HA SENSO FARE LEGGERE "10 volte" una lettura come esercizio per i bambini?Non ha senso per nessun bambino, ancora meno p...
23/03/2026

HA SENSO FARE LEGGERE "10 volte" una lettura come esercizio per i bambini?
Non ha senso per nessun bambino, ancora meno per chi ha difficoltà di lettura.
Ecco perché.

1. La ripetizione meccanica non migliora la correttezza o la rapidità di lettura
Un bambino può arrivare a leggere “bene” un testo solo perché lo ha memorizzato, ma riletto dopo un po' sarà come prima. Questo dà un’illusione di progresso, ma non sviluppa davvero le abilità di decodifica o comprensione.
2. La motivazione crolla
Ripetere sempre lo stesso brano può diventare noioso. La noia porta a rifiuto, frustrazione e perdita di fiducia nelle proprie capacità.
3. Non allena la flessibilità di lettura
I bambini hanno bisogno di incontrare testi diversi per imparare a: riconoscere nuove parole, affrontare strutture linguistiche differenti, adattare il ritmo e l’intonazione.
4. La lettura deve essere significativa, non una “prestazione”
Se il bambino percepisce che l’obiettivo è “leggere senza errori”, si concentra solo sull’evitare sbagli. Questo riduce la curiosità e la voglia di capire cosa sta leggendo.
5. La ripetizione eccessiva può creare ansia
Alcuni bambini vivono la rilettura come una prova da superare. L’ansia blocca l’apprendimento e peggiora la fluidità.
Quando la rilettura ha senso?
La rilettura è utile quando è mirata e piacevole, ad esempio per migliorare la fluidità su un testo che interessa al bambino o preparare una lettura espressiva.

credit: Rossella Grenci

Una bellissima testimonianza che insegna che nessuno deve scoraggiare un ragazzo in crescita sulle proprie inclinazioni ...
16/03/2026

Una bellissima testimonianza che insegna che nessuno deve scoraggiare un ragazzo in crescita sulle proprie inclinazioni e sulle sue passioni: vale per tutti i ragazzi e per tutte le neurodiversità. Esistono strumenti come Seleggo che possono facilitare l'accesso alla lettura per tutti!

I miei professori delle medie mi dicevano che non ero abbastanza intelligente e che non ero buono a studiare. Mi hanno consigliato di fare l'alberghiero, o comunque un professionale. E invece no, io ho fatto di testa mia, e ho scelto il classico. E l'ho amato. Non mi è mai importato dei voti. Mi piaceva la possibilità di scoprire cose che altrimenti non avrei scoperto e di approfondire argomenti con persone di cui stimavo le conoscenze. Soprattutto amavo leggere, perché quando leggi ti rendi conto di una cosa: non sei né il primo né l'ultimo. Siamo parte di un mosaico esteso e secolare. La letteratura da secoli cerca di gridarci: non sei solo.
E quando qualcuno vi dice: 'Non ce la farai, ricordatevi una cosa: quelle parole riflettono i loro limiti, non i vostri.
Edoardo Prati

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