28/07/2021
La parete sud del Bianco, con i suoi pilastri di granito, i suoi ghiacciai tormentati e le sue creste aeree, è conosciuta in tutto il Mondo per essere il banco di prova per gli alpinisti più esperti. Per tutti coloro che volessero avvicinarsi a questo ambiente selvaggio senza essere scalatori navigati, proponiamo un tour di due giorni attraverso le ferrate e i colli che collega il Rifugio Monzino al Rifugio Borelli.
Primo giorno 4/5 ore:
salita al Rifugio Monzino per il vecchio sentiero della Capanna Gamba.
Partenza da parcheggio del Freney in Val Veny.
Prendere il sentiero per il Lago delle Marmotte. Oltrepassare il bivio per il sentiero classico del Rifugio Monzino. Proseguire verso la morena del Miage. Poco oltre, in corrispondenza di un grande masso, partono i bolli gialli che conducono all’evidente canale ad ovest dell’Aiguille du Châtelet.
Da questo punto partono i cavi della ferrata Luigi Glarey, che faranno da segnavia per la prima parte di salita.
Una volta fuori dal canale, si costeggia il pendio erboso che fiancheggia l’Aiguille du Châtelet (bolli gialli, omini), fino ad arrivare ai piedi della morena del Bouillard. Risalirla per tracce, fino ad arrivare alla base del Ghiacciaio, dove, prendendo tutte le dovute precauzioni, ci si può inoltrare nella prima parte pianeggiante, anche senza l’ausilio dei ramponi.
Una volta terminata la visita al ghiacciaio, ci si riporta sulla spalla dello Châtelet, fino ad incrociare il comodo sentiero che porta al Rifugio Monzino, passando per ciò che rimane della storica Capanna Gamba.
Secondo giorno 6/8 ore:
attraversata verso il Rifugio Borelli, passando da Col Chasseur.
Si parte scendendo i primi due tratti di via ferrata del sentiero normale di accesso al Rifugio Monzino.
Una volta all’altezza della lingua del Ghiacciaio del Freney, si attraversa in piano verso il Mont Rouge du Peuterey.
Salendo in corrispondenza di un grosso diedro/couloir, incontriamo i cavi della ferrata di Peuterey, che conducono al Col Chasseur.
Dal colle, salendo ancora una cinquantina di metri verso il Mont Rouge, si raggiungono facilmente la prima e la seconda “Platta de Zaneno”, due comodi belvedere pianeggianti con vista mozzafiato sull’Aiguille Noire, sui Rocher Gruber, sui Piloni del Freney e su tutta la Val Veny.
Una volta terminata la meritata pausa ristoratrice, si ridiscende al Col Chasseur, dove riprendendo il sentiero attrezzato con cavo metallico, in breve si raggiunge il Fauteuil des Allemands e quindi il Rifugio Borelli.
La pausa al rifugio che abitualmente ospita i pretendenti alla Cresta della Noire e all’Integrale di Peuterey è vivamente consigliata, in quanto per tornare a valle ci aspetta ancora il tratto di via ferrata del sentiero che collega il Bosco del Peuterey al Borelli.
Una volta nel fondovalle, un comodo sentiero riconduce in breve al parcheggio del Freney, dove si chiude questo magnifico giro ad anello ai piedi delle vette più severe delle Alpi.
Per i più curiosi e allenati, si consiglia di abbinare alla permanenza al Rifugio Monzino una visita alla punta dello Châtelet, dalla quale si gode di una vista incomparabile. La via d’accesso è attrezzata con cavi.
Si ricorda che questo, pur essendo alla portata di camminatori mediamente allenati, rimane un itinerario di stampo alpinistico in montagna, con i pericoli che ne conseguono.
Materiale consigliato: scarponi da montagna Imbrago
kit da ferrata
Chiamate sempre in rifugio per informazioni prima della partenza 0165 809553