16/10/2026
Parlo raramente della mia vita privata qui, ma questa volta avevo voglia di condividere un’emozione che mi è rimasta nel cuore.
Trent’anni dopo, ritrovare le mie compagne di classe è stata l’occasione per tornare a casa. E, in qualche modo, per ritrovare un po’ di me.
Ho rivisto la casa che mi ha vista prima bambina e poi adolescente, il ricordo di mia mamma che mi chiamava dal balcone quando ancora si correva e si sudava insieme a tanti bambini del quartiere, le mie scuole, i luoghi che mi hanno regalato tanta gioia, quando la spensieratezza era così naturale da non accorgermi di quanto fosse preziosa.
Li ho guardati con gli occhi di oggi e il cuore di allora. Per un attimo mi è sembrato di rivedere quella ragazzina, con i suoi sogni e tutta la vita ancora da immaginare. Avrei voluto abbracciarla.
Poi ho ritrovato loro, le mie amiche. Sono bastati uno sguardo, un abbraccio, le prime risate per avere tutte la stessa sensazione: non esserci mai lasciate. Trent’anni di vita da raccontare, eppure quella confidenza ancora lì. Eravamo di nuovo noi.
Perché dal cuore non si sparisce. Si rimane in un ricordo, in un modo di ridere, in un affetto che sa aspettare anche senza fare rumore.
Auguro a tutti di avere un posto del cuore. Un luogo in cui tornare e sentirsi a casa, dove ritrovare le proprie radici e potersi commuovere senza dover spiegare perché. E qualcuno con cui dire «Ti ricordi?», sapendo che quel pezzo di vita è ancora custodito anche nel suo cuore.
Io sono tornata a casa. E una parte di me, forse, non se n’era mai andata. 🤍
Mary