28/01/2026
Questa è una comunicazione che non avremmo mai voluto scrivere.
Negli ultimi giorni ci siamo fermati, abbiamo parlato, riflettuto, ripercorso ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto essere ancora.
E il pensiero è tornato inevitabilmente allo scorso anno:
alla festa, al divertimento spontaneo, all’energia del dopo sfilata, alle persone che si sono ritrovate, ai sorrisi, alla leggerezza di momenti vissuti con entusiasmo e rispetto.
Quel Carnevale non era solo musica o apertura di un locale.
Era condivisione. Era presenza. Era sentirsi parte di qualcosa.
Proprio per questo oggi siamo profondamente dispiaciuti.
Il contesto che si è creato dopo recenti fatti di cronaca e le indicazioni ricevute in merito ai controlli sul territorio delineano una situazione che, di fatto, comporterebbe la necessità di rimanere chiusi durante le sfilate di Carnevale, all’interno di un clima di pressione preventiva e di tensione costante.
Gestire un’attività significa assumersi responsabilità enormi, soprattutto quando si parla di sicurezza.
Responsabilità che sentiamo nostre, fino in fondo e senza riserve.
Ma crediamo anche che prendersi cura delle persone significhi poter lavorare con serenità, lucidità, presenza mentale, non con la paura di sbagliare, non con l’ansia addosso.
Noi sappiamo lavorare con attenzione, con rispetto delle regole e con amore per ciò che facciamo ma non sappiamo farlo senza tranquillità.
Per questo, con grande dolore ma con coerenza, abbiamo deciso di rinunciare all’apertura dell’attività in occasione delle sfilate di Carnevale.
Fermarci oggi è per noi un atto di responsabilità, ma anche una rinuncia che pesa.
Pesa perché crediamo nella festa fatta bene.
Pesa perché crediamo nel divertimento sano.
Pesa perché crediamo che certi momenti abbiano un valore che va oltre una serranda alzata o abbassata.
Questa scelta non nasce dalla mancanza di volontà.
Nasce dal rispetto: per le persone, per il lavoro, per ciò che manifestazioni come il carnevale dovrebbero continuare ad avere.