24/12/2016
L'insostenibile leggerezza dell'essere
Primo esperimento sociale, fare cultura al banco.
Come ultimo appuntamento dell'anno della Taverna degli Alchimisti abbiamo voluto regalare agli ospiti del salotto di Taverna, partendo dai capisaldi della nostra filosofia, un esperimento, un gioco, la reinterpretazione sociale e filosofica del concetto dell'Insostenibile leggerezza dell'essere e del concetto di scelta.
Abbiamo chiesto ai nostri ospiti di decidere cosa volessero bere, dandoci soltanto un'indicazione dei sapori...dolce, amaro, citrico, ecc. ecc., senza sapere cio' che noi stavamo preparando rigorosamente al banco da abbinare ai loro drink.
Ogni singolo elemento delle portate nel loro accostamento e bilanciamento in accompagnamento alla beva non e' stato suggerito agli ospiti, lasciando loro la totale liberta' di scelta ed il libero arbitrio.
L'esperimento e' completamente riuscito, creando scelte, abbinamenti unici liberi da qualsiasi pregiudizio ed imposizione.
Il concetto di Milan Kundera
l'origine dell'insostenibile leggerezza dell'essere vi è, per Kundera, l'unicità della vita: Einmal ist Keinmal; ovvero, traducendo letteralmente il proverbio tedesco, ciò che si verifica una sola volta (Einmal) è come se non fosse accaduto mai (Keinmal). Estremizzando l'argomento, l'esistenza e le scelte che ognuno compie nella breve o lunga durata appaiono all'autore del tutto irrilevanti, e in ciò risiede la loro leggerezza. Il contrasto tra questa sfuggente evanescenza della vita, e viceversa, la necessità umana di rintracciare in essa un significato, si risolve in un paradosso insostenibile. Nel corso del romanzo, Kundera complica considerevolmente questo assunto rendendolo una vera e propria trattazione filosofica sul tema di libertà e costrizione (influenti anche nello svolgimento del romanzo), di necessità e contingenza. Se la tradizione ha sempre raffigurato la necessità, Ananke, come le catene inflessibili a cui l'uomo deve sottostare e la contingenza come lo spazio della libera affermazione individuale, Kundera rovescia questo dualismo manicheo dimostrando come il prezzo della libertà sia la sensatezza dell'esistenza tutta. La Verità, il Senso possono essere solo unici ed eterni e, nella loro univocità, guidano l'uomo nel mare della sensatezza, dell'epistéme, di un fondamento eterno al vivere; al contrario, se la vita fosse un "albero delle possibilità" (immagine del libro "L'Identità"), ogni ramo sarebbe secco fin dall'inizio, in quanto, nella sua percorribilità potenziale, rivela strutturalmente la propria tangenza con il non-Essere, con la non necessità, con una sorte (Tyche) capricciosa. Es muss sein è l'unica cosa l'uomo deve poter dire dell'esistenza, denotarla della necessità, per riempirla di un significato che non si può trovare in nessun altro luogo. Non casualmente, il testo si apre con una considerazione sull'Eterno Ritorno formulato da Nietzsche, citazione che ritorna ricorrentemente nell'opera. L'Eterno Ritorno, nella prospettiva nietzschiana, rappresenta il desiderio di imprimere la vita di Ananke, così da fondarne ogni istantanea sensatezza, ogni intransigente necessità.