22/06/2026
Questo video di Capraia per spendere due parole su cosa è davvero per me.
Almas riesce a dare a “vado a fare trekking” un senso così pieno che quasi ti dimentichi che stai camminando. Tranne quando sputi i polmoni in salita. Scoprire posti che non immaginavi, fare qualcosa di buono per te, e metterci sopra una dimensione sociale lenta e senza fretta: è una combinazione più rara di quanto sembri.
Ormai è chiaro che i tempi della vita si stanno allungando. Quello che prima succedeva a una certa età ora succede più tardi, e non è detto che succeda. Per una persona di trent’anni (non fate gli stronzi) che non ha una relazione, che vede gli amici “sistemarsi” uno dopo l’altro, e che vive in un posto dove la socialità non è proprio al centro, una realtà come Almas è un respiro a pieni polmoni.
Come dico sempre: ho conosciuto più gente in due anni di trekking che in vent’anni di drink e serate. È un’altra socialità, fuori dal ritmo veloce del quotidiano, lontano dalle app e dai locali. C’è spazio per parlare, silenzio per ascoltare, tempo per andare a fondo. Poi certo, farlo davanti a un tramonto da una scogliera, all’alba da una vetta o alle stelle in riva a un lago, aiuta.
In un periodo fatto di emozioni grigie, poco slancio e poca attenzione a quello che avevo intorno, Almas è stato uno dei modi con cui sono tornato a galla. Mi ha fatto capire che c’è altro oltre il seminato, e che non sei per forza in ritardo su qualche tabella di marcia che ci hanno dato in pasto da anni.
Se non vi fidate, lo consiglia anche il mio psicologo. Quindi c’è pure della scienza dietro.
Grazie , e grazie (e ) per aver creato un po’ di ossigeno.