25/08/2026
TI RICORDI IL MANIFESTO DELL'INDIANO?
C'era il volto di un pellerossa e una frase: "Loro non hanno potuto mettere regole all'immigrazione. Oggi vivono nelle riserve".
Era il 2008 e fece scandalo. Per me resta uno dei manifesti politici più riusciti della . È anche grazie a quel manifesto che mi sono avvicinato al Carroccio.
A quasi vent'anni di distanza, credo che avesse colto un tema che oggi è sotto gli occhi di tutti: un popolo può perdere la propria terra anche quando diventa progressivamente minoranza in casa propria.
Per questo credo che oggi la Lega debba riprendere proprio il concetto dell'Indiano: loro sono i Nativi d'America, noi siamo i Nativi d'Europa.
In un'epoca di globalizzazione, omologazione culturale, immigrazione di massa, perdita delle radici e comunità sempre più frammentate, essere Nativi d'Europa significa rivendicare il diritto a custodire e tramandare ciò che siamo.
Noi siamo la resistenza all'idea di un'Europa senz'anima, senza identità, sempre più insicura e sempre meno europea.
Gli europei rappresentano oggi circa il 9% della popolazione mondiale: nel mondo siamo noi la minoranza. Intanto l'Europa affronta una profonda crisi demografica, mentre crescono società parallele che non si integrano, radicalizzazione islamista, violenza e degrado nelle nostre città.
Nel giro di pochissimi anni molti quartieri delle nostre città sono diventati irriconoscibili. Troppo spesso episodi gravissimi di violenza vedono coinvolti stranieri, spesso originari del Nordafrica e del Medioriente. Come si può tollerare chi rifiuta apertamente le nostre regole e i nostri valori?
È evidente che non tutti gli stranieri rappresentino un problema, anzi in larga parte sono integrati e assimilati e vanno tutelati tanto quanto i nativi. Ma è altrettanto evidente la necessità di riportare ordine, sicurezza ed equilibrio nelle nostre città.
Essere Nativi d'Europa significa difendere la nostra terra, le nostre radici e la nostra identità. Significa rivendicare il diritto di non diventare stranieri a casa nostra e costruire un'Europa che abbia ancora il coraggio e l'orgoglio di essere se stessa.