01/11/2025
“Sono un cittadino calabrese, orgoglioso della mia terra e fiero della sua storia, ma anche stanco di sentir dire che il Sud debba “scegliere” tra un investimento e un altro, come se il nostro sviluppo dovesse sempre essere una coperta corta da ti**re da una parte o dall’altra".
"Il Ponte sullo Stretto di Messina non è un capriccio, non è un lusso. È un’opera di interesse nazionale ed europeo, un collegamento strategico tra due regioni che insieme contano oltre 8 milioni di abitanti e che oggi sono separate da appena tre chilometri di mare, e da ore di attesa, disagi continui e inquinamento inutile".
"Collegare in modo stabile e moderno queste due regioni significa dare un senso concreto agli investimenti ferroviari e stradali a Sud di Napoli, dall’Alta Velocità Salerno–Reggio Calabria, molto più sostenibile e competitiva se prosegue fino in Sicilia, alla nuova Statale 106 Ionica, fino a una rete di trasporti che finalmente metta il Mezzogiorno in condizione di competere".
"Chi è contrario dice che “prima” bisogna fare altro: migliorare la sanità, risolvere la crisi idrica, mettere in sicurezza le strade comunali. Ma io pretendo tutto. Pretendo il Ponte, e gli interventi idrici nelle città calabresi. Pretendo l’Alta Velocità, e il potenziamento della sanità pubblica. Pretendo strade provinciali sicure, e investimenti industriali e ambientali".
"Il Ponte non toglie un euro a questi interventi: è un progetto statale ed europeo, con fondi dedicati, capace di ripagarsi in poco tempo grazie a maggiori traffici, crescita economica e riduzione dei costi logistici per cittadini e imprese".
"Oggi il trasporto ferroviario tra Calabria e Sicilia non è davvero concorrenziale: non può esserlo senza un’infrastruttura stabile che consenta collegamenti veloci, frequenti e sostenibili. Oggi chi viaggia o lavora tra le due sponde perde ore per tre chilometri, con navi inquinanti e un servizio che limita le opportunità di tutti".
"Io voglio unire la Calabria ai miei fratelli siciliani davvero, non solo sulla carta. Voglio che il Sud smetta di essere trattato come un’appendice e diventi un ponte in tutti i sensi tra il Mediterraneo e l’Europa. Questo è un diritto costituzionale: uguaglianza territoriale, unità nazionale, libertà di movimento. Non vi chiedo un favore: vi chiedo di fare il vostro dovere".