09/09/2026
È quasi sera a Gargallo.
Marco è di turno.
Sistema qualche bottiglia, controlla i tavoli, dà un'occhiata fuori.
La porta si apre.
Entra un uomo con gli occhiali scuri, passo tranquillo e quell'aria vagamente familiare.
Marco lo guarda.
Poi lo riguarda.
«Buonasera.»
«Ciao.»
Niente altro.
L'uomo si avvicina alla parete dei vini e comincia a scorrere le etichette.
Marco aspetta qualche secondo. Poi, deformazione professionale:
«Cerchi qualcosa in particolare?»
L'uomo sorride.
«No. È quello il bello.»
Ok.
Marco ha capito che possono parlare la stessa lingua.
«Allora non ti chiedo cosa vuoi. Ti chiedo che serata hai in mente.»
L'uomo ci pensa un attimo.
«Tranquilla. Senza fretta.»
Marco guarda gli scaffali.
«Rosso?»
«Rosso.»
A quel punto gli mostra un paio di bottiglie.
Racconta da dove vengono, chi le produce, cosa hanno di particolare.
L'uomo ascolta. Ne prende una, legge l'etichetta e la rimette a posto.
Poi indica l'altra.
«Questa mi incuriosisce.»
Marco sorride.
«Anch'io sceglierei quella.»
Poco dopo la bottiglia è aperta.
Un bicchiere sul tavolo, qualcosa da mangiare e fuori l'ultima luce della giornata.
Niente Vita spericolata.
Niente Vado al massimo.
Questa sera si va piano.
Marco passa vicino al tavolo.
«Allora?»
L'uomo alza il bicchiere, assaggia ancora una volta.
«Hai scelto bene.»
Marco sta per rispondere, poi si ferma.
Perché sì, ormai ne è praticamente sicuro.
Quello seduto da Bacco è proprio .
O forse no.
Perché questa storia ce la siamo immaginata.
Ma se un giorno il Blasco entrasse davvero da quella porta, siamo abbastanza sicuri di una cosa:
Marco gli chiederebbe che serata ha in mente.
E poi inizierebbe a parlare di vino. 🍷
E forse fare inseme un Clippino assieme.
Resta solo una domanda.
Secondo voi, quale bottiglia sceglierebbe Vasco?
📷 Immagine realizzata con intelligenza artificiale.
Racconto di fantasia