08/01/2026
Nei giorni scorsi abbiamo parlato degli isolotti di fronte a , terre oggi in gran parte scomparse che con molta probabilità ospitavano torri e castelli, punti di avvistamento sul mare.
Poi vi abbiamo accompagnato nel mito di , nel suo lungo viaggio che lo portò a largo di queste coste, dove per un periodo trovò dimora sull’isola di Ogigia, la casa della dea Calipso. E qui entra in gioco
Calipso viene descritta come una divinità profondamente legata al mare, affascinante e misteriosa, con un "Crin Ricciuto", ondulato come le onde che circondavano la sua isola. Un’immagine potente, che non resta confinata al mito, ma sembra dialogare con il territorio, vista dal mare questo tratto di cosra si presenta mosso, irregolare, come una chioma di roccia, modellata dal vento e dal sale.
Non solo, perchè secondo una lettura narrativa tramandata nel tempo, il nome Capo Rizzuto potrebbe richiamare proprio quel di Calipso, trasformando l’immagine della dea in paesaggio e memoria. L'Isola della Dea con con il Capo Ricciuto.
Mentre Ogigia scompariva sotto le acque, il mito della Dea Calipso continua a vivere nella leggeda.
Qui, tra Le Castella e Capo Rizzuto,
la storia dei castelli perduti e la leggenda di Ulisse non si escludono. Si incontrano.
E il mare continua a custodirle entrambe.