30/03/2026
Sempre valido!
Lettura consigliata.
𝗟𝗘 𝟭𝟬 𝗥𝗘𝗚𝗢𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗕𝗨𝗢𝗡 𝗖𝗟𝗜𝗘𝗡𝗧𝗘
A distanza di anni vedo ancora condividere quel tedioso post che vorrebbe spiegare come 𝙪𝙣 𝙗𝙧𝙖𝙫𝙤 𝙘𝙡𝙞𝙚𝙣𝙩𝙚 (e di conseguenza una brava persona!) si distingua dal fatto che 𝙥𝙖𝙨𝙨𝙖 𝙞𝙡 𝙥𝙞𝙖𝙩𝙩𝙤 𝙨𝙥𝙤𝙧𝙘𝙤 𝙖𝙡 𝙘𝙖𝙢𝙚𝙧𝙞𝙚𝙧𝙚.
Mai messaggio più sbagliato si poteva comunicare con quel post e visto che a distanza di anni torna a infastidire, trovo giusto contraccambiare con un decalogo per i nostri clienti che VERAMENTE sono interessati a empatizzare e aiutarci nel nostro lavoro.
𝟭 - 𝗦𝗔𝗟𝗨𝗧𝗔𝗥𝗘
Salutate quando entrate in un locale (non solo ristorante, ma anche bar, pub, cocktail bar, pizzeria e via dicendo), cercate un cameriere o chi per lui per chiedere la disponibilità di un tavolo se volete sedervi o nel caso vogliate ordinare al banco, con quale procedura farlo (prima lo scontrino?) ed attenetevi alle regole.
𝟮 - 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗜𝗘𝗧𝗘 𝗜 𝗣𝗔𝗗𝗥𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗖𝗔𝗦𝗔
Anche se entrate ed il locale è vuoto, è cortesia (ben più del passaggio del piatto sporco) chiedere dove e se potete accomodarvi. Si chiama HOSPITALITY perché voi siete gli ospiti e noi i padroni di casa. Noi siamo qui per farvi stare a vostro agio proprio come i migliori degli ospiti, ma non siete voi i padroni e quindi come quando si entra in casa altrui, si chiede.
Poi per ca**tà ci sono locali che fanno del “FRIENDLY” il loro motto.
MI CASA ES TU CASA!
Ma anche li, sappiate che friendly non vuol dire che potete fare come vi pare…
𝟯 - 𝗡𝗢 𝗦𝗜𝗚𝗡𝗜𝗙𝗜𝗖𝗔 𝗡𝗢
Restiamo ancora sulla questione TAVOLI. Se siete in 8 e vi diciamo che non potete accomodarvi in un tavolo da 4 anche se “vi stringete” la faccenda non andrebbe nemmeno discussa. Se vi diciamo di no, è no.
Non siamo qui a fare dispetti. Qualsiasi decisione prendiamo è dovuta a dei criteri, generalmente legati alla gestione del locale e dell’affluenza dei clienti. Motivo per cui la stessa regola può essere anche interpretata in base agli eventi. Non siamo rigidi, sappiamo adattarci, è il nostro lavoro.
Ma siamo noi a decidere come adattarci, non voi.
E sia chiaro, lo facciamo principalmente non per lavorare meglio noi, ma solo per dare a tutti il miglior servizio. Se prendiamo una decisione per lavorare meglio, è solo perché lavorando meglio possiamo dare un servizio migliore a voi.
𝟰 - 𝗡𝗢𝗡 𝗖𝗜 𝗦𝗜𝗘𝗧𝗘 𝗦𝗢𝗟𝗢 𝗩𝗢𝗜
Questo deve essere chiaro. Se vi sembra che limitiamo le vostre scelte nel 99% dei casi è perché non stiamo servendo solo voi ma altri clienti presenti e presumibilmente in arrivo e ci teniamo a mantenere lo standard di servizio dall’apertura alla chiusura.
𝟱 - 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘𝗧𝗘 𝗜𝗟 𝗠𝗘𝗡𝗨❜
Quando vi portiamo il menù dovreste leggerlo. Il motivo per cui ve lo consegniamo insieme al “buonasera” è proprio quello. Per ottimizzare i tempi dove possibile.
Tornare da voi e sentirvi ordinare qualcosa di non presente sul menù perché – “𝙉𝙤𝙣 𝙡’𝙝𝙤 𝙣𝙚𝙢𝙢𝙚𝙣𝙤 𝙖𝙥𝙚𝙧𝙩𝙤” – è di una maleducazione inspiegabile.
𝟲 - 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗗𝗘𝗥𝗘
Chiedere è lecito, rispondere è cortesia, pretendere è maleducato.
Volete sapere se è possibile una variazione sul menù o ordinare qualcosa di non presente sul menù? Nessun problema. Seriamente.
Il lavoro del cameriere è soddisfare le esigenze del cliente dove possibile.
Se può farlo, lo farà.
Se non può farlo la questione dovrebbe finire li, non che continuate sentenziando con – “𝗖𝗛𝗘 𝗖𝗜 𝗩𝗨𝗢𝗟𝗘?”.
Siamo qui per spiegarvi i piatti, le ricette, il perché di un abbinamento, non di certo per giustificare il nostro operato professionale. Quello è argomento di discussione con il nostro titolare e la nostra brigata.
Voi siete clienti.
𝟳 - 𝗧𝗥𝗢𝗩𝗔𝗧𝗘 𝗜𝗟 𝗩𝗢𝗦𝗧𝗥𝗢 𝗥𝗜𝗦𝗧𝗢𝗥𝗔𝗡𝗧𝗘
Se non siete soddisfatti potete scegliere in futuro di essere clienti altrove.
Non scordatevelo. Non è un rifiuto.
La questione è totalmente un'altra!
I locali (ristoranti, bar e quant’altro) sono differenti tra loro. Il loro compito principale è trasmettere l’idea di ristorazione che vogliono proporre. Si da il caso che ve ne siano infinite tipologie.
Dalla più formale alla più informale.
Non si tratta di mandarvi a quel paese, ma di capire che tipo di offerta avete incontrato e decidere se è di vostro gradimento o meno, senza dover necessariamente trasformarla al vostro gusto. Anche perché le proposte sono tanto diverse quanto diverse sono i gusti dei clienti.
Accontentare tutti non è possibile in un’unica attività.
Farlo vorrebbe dire non accontentare nessuno.
Se c’è una cosa che non mancano in Italia sono i ristoranti e bar.
Trovate quello che vi aggrada.
𝟴 - 𝗡𝗢𝗡 𝗗𝗢𝗩𝗘𝗧𝗘 𝗦𝗣𝗢𝗦𝗧𝗔𝗥𝗘 𝗜 𝗧𝗔𝗩𝗢𝗟𝗜
Ma perché no, TORNIAMO ALLA QUESTIONE TAVOLI.
Non dovete prendere sedie da altri tavoli perché sono arrivati due vostri amici.
Non dovete prendere posate o bicchieri da altri tavoli.
Non dovete prendere nulla dal bancone bar che non vi venga consegnato dal barman, dalle cannucce ai drink anche se quello che il barman sta preparando è proprio il vostro drink! (anche perché magari lo ha ordinato qualcuno prima di voi al tavolo e in quel momento il barman sta andando in ordine di arrivo. Ricordate la storia del NON CI SIETE SOLO VOI?)
Quello che dovete fare SEMPRE, è 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗗𝗘𝗥𝗘!
Non vedete il cameriere?
Vuol dire che il locale è disorganizzato magari e che non sono capaci di offrire un servizio efficiente. Motivo anche per non tornarci se quello che cercate è un servizio sempre pronto e disponibile.Sappiate però che più attenzioni chiedete, maggiore è il conto.
Le comodità si pagano esattamente, così come un Franciacorta lo pagate di più di un Prosecco. Entrambi sono fatti con l’uva ma al secondo bastano 6 mesi al primo invece 24 per entrare in commercio. Il tempo e la disponibilità sono la principale merce che si paga nei ristoranti più della materia prima.
Non scordatelo.
𝟵 - 𝗗𝗔𝗧𝗘 𝗔𝗦𝗖𝗢𝗟𝗧𝗢 𝗔𝗟 𝗖𝗔𝗠𝗘𝗥𝗜𝗘𝗥𝗘
Il cameriere cercherà di parlare con voi il meno possibile. Deve sparecchiare, pulire e riapparecchiare tavoli dove far accomodare nuovi clienti, prendere le comande, andare in cucina a portare gli ordini, portare via i piatti dal pass, mandare il segue dei secondi piatti. Quindi quando viene da voi è solo perchè strettamente necessario.
Si presume che siete nel locale per mangiare, bere e passare del tempo in compagnia di qualcuno…che non sia il cameriere stesso.Fatta questa premessa, capite che diventa importante oltre che educato, ascoltare il cameriere quando vi parla. A cominciare da quando prende l’ordinazione fino a quando viene a sparecchiare il vostro tavolo.
𝟭𝟬 - 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗗𝗘𝗧𝗘 𝗦𝗘𝗠𝗣𝗥𝗘
E qui torniamo alla questione 𝗣𝗜𝗔𝗧𝗧𝗜 𝗦𝗣𝗢𝗥𝗖𝗛𝗜. Potete passarglieli facendogli un favore. Si. Ma se ve lo chiede lui.
Nel nostro lavoro c’è una regola (purtroppo non scritta…ma dovremmo farlo) che più o meno dice questo:
“𝗚𝗹𝗶 𝗮𝗶𝘂𝘁𝗶 𝘀𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗼𝗻𝗼, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗼𝗳𝗳𝗿𝗼𝗻𝗼”.
In cucina anche se pensi che sono in difficoltà non viene ad aiutarmi a spadellare i primi o a terminare i fritti.
Se sto facendo caffetteria al bar anche se io sono in difficoltà con il lavaggio tu non vieni ad aiutarmi se non te lo chiedo.
Se al mio tavolo manca l’acqua o il pane, o il formaggio, non glielo porti se non ti chiedo di farlo.
Puoi al massimo 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗗𝗘𝗥𝗘, se mi serve un aiuto.
Non fai di testa tua.
Perché? 𝙋𝙚𝙧𝙘𝙝𝙚' 𝙫𝙞𝙫𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙞𝙣 𝙪𝙣 𝙘𝙖𝙤𝙨 𝙤𝙧𝙙𝙞𝙣𝙖𝙩𝙤 𝙙𝙤𝙫𝙚 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙞𝙣𝙪𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙙𝙚𝙥𝙧𝙞𝙤𝙧𝙞𝙯𝙯𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙚 𝙥𝙧𝙞𝙤𝙧𝙞𝙯𝙯𝙞𝙖𝙢𝙤 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙞𝙣𝙪𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙞𝙡 𝙨𝙪𝙘𝙘𝙚𝙙𝙚𝙧𝙨𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙣𝙤𝙨𝙩𝙧𝙚 𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙚 𝙨𝙘𝙚𝙡𝙩𝙚. Siamo uno schema matematico in continua permutazione.
Interagire erroneamente con la nostra equazione vuol dire mandare in tilt il sistema o come diciamo in gergo, "mandarci in mer*a".
Se io so' che posso aspettare 2 minuti prima di sparecchiarvi il tavolo perché non avete fretta, ma sul tavolo avete l’oliera che mi serve al tavolo 8bis, io passerò e mentre chiedo se va tutto bene, se gradite dolce o caffè, faccio sparire sale, olio e pane, così da avvantaggiarmi lo sbarazzo ma contemporaneamente riuscirò ad arrivare rapidamente al tavolo prima che gli arrivino i secondi.
Se voi invece di rispondermi, mi passate i piatti, anche se questi sono stati correttamente smistati, io mi ritroverò per non passare da maleducato (io) a prenderli, ringraziandovi, rimandando il passaggio dell’olio al tavolo 8bis (perché NON andrò mai al tavolo con l’olio e i vostri piatti sparecchiati).
Non fare di testa tua. Ascolta a me.
𝗖𝗢𝗡𝗖𝗟𝗨𝗦𝗜𝗢𝗡𝗘.
Se hai letto fino a qui, ora sai quali sono gli elementi con cui veramente chi fa questo lavoro da 20 anni distingue il mondo.
Non tra chi passa il piatto e chi non lo fa.
Ma tra chi chiede e chi pretende.
Si. Se mi passi i piatti, per assurdo che sia, stai pretendendo che li prenda.
Già solo chiedere prima “LE PASSO I PIATTI?” farebbe una differenza enorme, non solo pratica ma anche di cortesia, ma di attenzione e rispetto verso il cameriere.
Provateci.
Magari il cameriere risponderà “Si, grazie”, oppure “No, non si preoccupi” ma in entrambi i casi sarà stato il chiedere il vero gesto che dimostrerà empatia.
Chiedete se potete accomodarvi.
Chiedete se c’è il piatto del giorno.
Chiedete se è possibile una variazione.
Chiedete se c’è un seggiolone per il bambino.
Chiedete se potete portare la torta o una bottiglia da casa.
Ma NON PRETENDETE.
Tutto il resto viene da sé.
Grazie e buona continuazione.