Siamo un agriturismo/malga a 2250 metri, dove, in famiglia, si lavora 365 giorni su 365 per poter mettere in tavola ma, soprattutto, per poter far provare, i prodotti della nostra azienda agricola, prodotti del territorio, sul territorio stesso. Tutti i prodotti che vengono serviti, dalla carne, ai salumi, ai formaggi, alle patate, alle verdure, al latte, al b***o (ad eccezione delle bevande e dei
farinacei -il clima purtroppo non consente di produrli) provengono dalla nostra azienda agricola, una piccola realtà che opera, tutto l'anno, ad un'altitudine di 2250 metri. La nostra politica di gestione ci consente di fare il vero e proprio "Km Zero", che io, scherzosamente, preferisco chiamare "filiera corta a metri 20": optiamo per allevare gli animali partendo dalla produzione del foraggio, che falciamo in Alta Valtellina (che trasportiamo in quota ogni autunno, prima dell'arrivo della neve, che ci isola relativamente dal resto del mondo, in modo da poter nutrire gli animali anche quando l'inverno non consente loro di pascolare all'aria aperta), sino ad arrivare alla produzione e trasformazione di carni e salumi senza l'utilizzo di conservanti chimici. Siamo un agriturismo, come accennato prima..e la scelta di un pranzo in un vero agriturismo, richiede consapevolezza. La consapevolezza che l'agriturismo non è un ristorante, non è un rifugio, non è un bar, non è un hotel. L'agriturismo è una forma di turismo nella quale il turista è ospitato presso un'azienda agricola. Il lavoro agricolo è quello prevalente, quasi tutti i prodotti serviti provengono dall'azienda agricola connessa e/o comunque da aziende agricole preferibilmente del territorio, ove possibile. Entrare in un agriturismo non è come entrare in un locale qualsiasi: è essere ospitati da una famiglia che ti fa provare quello che ha prodotto e che mangia lei stessa quel giorno. Pranzare in un agriturismo non significa esclusivamente mangiare, nutrirsi. Pranzare o cenare in un agriturismo implica il saper apprezzare tutto quello che c'è dietro un semplice piatto, il comprendere che il pezzo di carne che abbiamo appena tagliato, magari non è bellissimo da vedere o non è impiattato nel migliore dei modi, ma racconta la storia di una famiglia che si è alzata la mattina presto a falciare i prati per poter alimentare i propri animali, o che punta la sveglia alle 3 del mattino per controllare la mucca in stalla che deve partorire. Pranzare in un agriturismo significa essere consapevoli che quel formaggio che ci hanno portato in tavola, lo prepara quel signore, magari un po' strano, un po' stanco, che ci ha chiesto se in tavola andava tutto bene o se poteva portarci ancora qualcosa. Perché quel signore strano, un po' stanco, è lo stesso signore che la stessa mattina alle cinque stava già mungendo le mucche che vediamo fuori dalla finestra a pascolare, ed è lo stesso signore che, con passione e tenacia, non ha contato le ore e ieri sera ha finito tardi perchè voleva ultimare di impacchettare il b***o e girare le forme di formaggio in cantina. Ed è lo stesso signore che vi guarderà un po' male quando gli chiederete di mettere del ketchup sopra le patatine, perchè sono le patate che ha seminato e raccolto con l'aiuto dei suoi familiari, magari sentendoli anche brontolare. E non vi guarderà male perchè è burbero, ma perchè vorrebbe farvi sentire il sapore delle sue patate, che per lui sono le migliori del mondo, perchè dietro c'è il suo lavoro. Così come quando chiederete alla ragazza che sta servendo di che animale strano è quel salame, che vi sembra scuro, e lei vi risponderà che è di suino, e che è scuro perché non contiene conservanti. Vi racconterà che ciò che la rende felice sono quei bambini che, con spontaneità, le fanno notare che il latte che stanno bevendo ha un sapore diverso, che a loro piace, che di quella pancetta che la mamma e il papà non volevano far loro mangiare perchè i loro bambini mangiano solo prosciutto cotto sterilizzato, anche se non è bellissima, loro ne vogliono un'altra fetta. Questo secondo lei significa vedere i propri sforzi ripagati, magari anche di quella volta che, controvoglia, è scesa in cantina a pulire la muffa dei salami o ci ha messo mezza giornata a sistemare la segatura per la lettiera delle mucche o quella volta che, peggio ancora, ha girato mezza montagna alla ricerca di quelle 7 pecore che erano scappate. Parola d'ordine in famiglia è "voglia di fare": voglia di fare e di impegnarci sia per la nostra piccola realtà lavorativa, sia per il magnifico comprensorio dell'Alta Valtellina, che merita veramente, anche se non è sempre semplice.