11/08/2014
RADIO AUT CAFE' cambia nome in MACONDO ESPRESS'!
Quest’anno abbiamo deciso di legare la figura del bar gestito dal Presidio Studentesco di Libera e dal Coordinamento di Libera Bologna, alla figura di Mauro Rostagno. Il 2014 è stato, infatti, un anno decisivo: a maggio, dopo tre anni dall’inizio del processo per l’omicidio di Rostagno, sono stati condannati all’ergastolo Vincenzo Virga, mandante, e Vito Mazzara, esecutore. La sentenza è arrivata dopo 26 anni dall’omicidio, 26 anni di depistaggi, di piste sbagliate, e per noi è stato un momento importantissimo: Mauro Rostagno, finalmente, rientra tra le vittime di mafia, e questo riconosce il fatto che il suo lavoro a Radio Tele Cine, un’emittente televisiva trapanese, avesse effettivamente colpito la mafia e i suoi legami con la politica e la massoneria.
Macondo, però, non c’entra direttamente con la sua esperienza a Trapani, ma con quella di qualche anno prima: Macondo è, infatti, il centro culturale fondato vicino a Milano nel 1977 da Rostagno e altri tredici amici. Macondo, come scrive la figlia Maddalena, è “un posto dove si legge, si dorme, si suona, si fuma, si dipinge, si fanno mille cose”: così noi vogliamo che il bar, Macondo Espress’, non sia solo un luogo dove si beve, ma anche un luogo di incontro, un luogo di consapevolezza e di attenzione verso il territorio in cui viviamo, un luogo dove condividere i propri libri, un luogo di ascolto: oltre ai concerti, ci saranno degli incontri sul tema delle mafie. “La lotta alla mafia è gioia di vivere”, diceva Rostagno, e noi è da questa frase che vogliamo partire, vedendo in ogni azione l’occasione per fare antimafia, partendo dai piccoli gesti quotidiani, fino a un impegno costante, a un impegno culturale e sociale nella città in cui viviamo, e lo vogliamo fare anche qua, in un semplice bar. Al Macondo Espress’.
“Vedi, agli uomini capita di mettere le radici, e poi il tronco, i rami, le foglie…quando tira vento, i rami si possono spaccare, le foglie vengono strappate via: allora decidi di non rischiare, di non sfidare il vento. Ti poti, diventi un alberello tranquillo, pochi rami, poche foglie, appena l’indispensabile… Oppure te ne fotti. Cresci e ti allarghi. Vivi. Rischi. Sfidi la mafia, che è una forma di contenimento, di mortificazione… La mafia ti umilia: calati junco che passa la piena, dicono da queste parti. Ecco, la mafia è negazione d’una parola un po’ borghese: la dignità dell’uomo.”
Mauro Rostagno aveva dato il nome “Macondo” riprendendo quello della città fondata da Josè Arcadio Buendìa in Cent’anni di solitudine: anche a Gabriel Garcia Marquez va il nostro omaggio, al suo realismo magico, alle sue storie.
“Signori su il sipario, il sogno f***e ha preso vita”.
Presidio Studentesco Mauro Rostagno Libera Bologna