25/10/2026
NO CPR NÈ QUI NÈ ALTROVE: MOBILITAZIONE NAZIONALE
Ieri abbiamo preso parte con una delegazione cittadina alla piazza nazionale a Castelvolturno, chiamata dalla rete No CPR in opposizione alla costruzione di un nuovo centro di permanenza per i rimpatri, con l’obiettivo di chiedere un drastico e sostanziale cambio d’indirizzo nazionale ed europeo in materia di politiche migratorie e di accoglienza.
È di poche settimane fa la conferma, da parte di Piantedosi, della costruzione di sei nuovi CPR sul territorio italiano, accompagnata dall’aumento dei posti nelle strutture già esistenti. Il CPR di Castelvolturno è attualmente quello la cui progettazione è in fase più avanzata e, parallelamente, la struttura in relazione alla quale si stanno sollevando il maggior numero di proteste, inizialmente locali, successivamente diramatesi a livello nazionale.
Da studentə, lavoratorə e cittadinə di una città che ospita sul proprio territorio una di queste disumane strutture, abbiamo aderito convintamente a questa mobilitazione. Non possiamo tollerare la costruzione di strutture in cui vengono sistematicamente violati diritti umani fondamentali ampiamente riconosciuti - almeno sul piano formale e legislativo - anche dal nostro Paese, dalla Costituzione e da innumerevoli convenzioni europee ed internazionali, a partire dalla CEDU e dalla Convenzione di Ginevra.
Il regime di detenzione amministrativa, applicato a persone destinatarie di provvedimenti di rimpatrio e che non hanno commesso reati, rappresenta una grave privazione delle libertà personali e dei diritti fondamentali, che avviene in condizioni di permanenza ampiamente attestate come disumane e insostenibili per le persone trattenute illegalmente nei CPR. Non è pensabile per un paese democratico trattenere persone contro la propria volontà senza che esse abbiano commesso alcun reato, come spesso accade, per poi essere rilasciate.
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