Zona Franka

Zona Franka Zona Franka è uno spazio sociale di aggregazione giovanile, laboratorio politico, centro di produzione artistica e culturale nella città di Bari.

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28/05/2026

💸 Fai la dichiarazione dei redditi? Dona il 5x1000 a una realtà politica giovanile del tuo territorio!
🧑‍💻👩‍💻Tutte le info nelle slide per donare il tuo 5x1000 a Zona Franka!

ATTENT3Ti stavi per perdere questa festa incredibile!Questo giovedì abbiamo l’onore di ospitare Caramelle Q***r, un even...
26/05/2026

ATTENT3
Ti stavi per perdere questa festa incredibile!
Questo giovedì abbiamo l’onore di ospitare Caramelle Q***r, un evento di avvicinamento al Bari Pride fatto proprio per tutt3, con tanta musica e divertimento
📆 28/05
🕒start 21:00
🎧DJ SET Marghe 22:00
📍Via Dalmazia 35

Ingresso gratuito, riservato ai tesserati ARCI. È possibile ritirare la propria tessera direttamente in sede. Con la tessera ARCI è possibile accedere a tutti gli eventi previsti nei nostri spazi e in tutti i circoli ARCI a Bari e in Italia.

il 23 maggio del 1992 sull’autostrada A29, presso lo svincolo per Capaci, a pochi chilometri da Palermo, 500 kg di trito...
23/05/2026

il 23 maggio del 1992 sull’autostrada A29, presso lo svincolo per Capaci, a pochi chilometri da Palermo, 500 kg di tritolo posti sotto l’autostrada colpirono il convoglio del magistrato Giovanni Falcone con la sua scorta, uccidendo Falcone, gli agenti Vito Schifani, Rocco di Cillo e Antonio Montinaro, e la magistrata Francesca Morvillo. Un evento che rappresentò non solo una delle più grandi dichiarazioni di guerra alle istituzioni da parte della mafia, ma anche un colpo durissimo all’antimafia giudiziaria.

Falcone e tutti i magistrati uccisi dalla mafia sono l’emblema di un lotta che ha parzialmente liberato delle terre rese schiave, in cui anche solo parlare di mafia era una condanna a morte, ma anche di una lotta che sembra sbiadire sempre di più nel corso del tempo, mentre la mafia si riorganizza, prospera, gestisce i traffici di droga mondiali, si infiltra nell’economia, nell’edilizia, senza dichiarare vistosamente guerra alle istituzioni, ma anzi fondendosi con esse, riempiendo i vuoti lasciati dallo Stato. La mafia prospera a causa della precarietà economica, dell’alienazione a cui gli abitanti di contesti urbani o rurali più disagiati sono esposti: ecco che la mafia bussa alla porta, offre sostegno economico, servizi, attira con la logica del riscatto, diventa quel punto di riferimento che lo Stato non rappresenta più.

Abbiamo assistito negli ultimi mesi a numerose sparatorie nella nostra città, legate a vendette personali di stampo mafioso: ci serva da monito per ricordarci che la criminalità organizzata non si combatte solo con il pugno di ferro, indagini e processi, ma erodendo alla base l’impero mafioso, con la sensibilizzazione, il riscatto sociale e culturale, il pensiero critico per riconoscere le logiche mafiose, lottando per l’uguaglianza economica e sociale: l’antimafia sociale.

Come UDU, UDS e Zona Franka crediamo non basti ripudiare passivamente le mafie: serve un impegno attivo della cittadinanza, a partire dallə studentə, per non restare inermi di fronte al fenomeno mafioso. Lottare per un futuro migliore vuol dire lottare contro ingiustizia sociale, povertà educativa e precarietà economica spesso alla base dell’affiliazione giovanile.

🗓️GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L’OMOBILESBOTRANSFOBIA🏳️‍🌈🏳️‍⚧️Oggi, 17 maggio, è la Giornata Internazionale contro l’o...
17/05/2026

🗓️GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L’OMOBILESBOTRANSFOBIA🏳️‍🌈🏳️‍⚧️

Oggi, 17 maggio, è la Giornata Internazionale contro l’omolesbotransfobia, ricorrenza nata 36 anni fa, quando l’omosessualità è stata depennata dalla lista delle malattie mentali dell’OMS. Si tratta di un avanzamento recentissimo, prima del quale, il non rientrare nelle norme e nei canoni culturali imposti dal sistema ciseteropatriarcale, era equiparato ad una malattia mentale.

Nonostante l’enorme passo avanti, in questi anni non sono mai cessate la criminalizzazione delle soggettività q***r e il soffocamento del diritto all’autodeterminazione. Negli ultimi anni, abbiamo assistito ad una vera e propria messa in discussione di importanti passi avanti sul fronte dei diritti civili, assieme ad un forte arretramento sul piano legislativo e culturale.

👉scorri per leggere la nostra riflessione

🇵🇸 Il 15 maggio 1948 il popolo palestinese subì la prima Nakba, ovvero  la “catastrofe”. Circa 700mila persone furono vi...
15/05/2026

🇵🇸 Il 15 maggio 1948 il popolo palestinese subì la prima Nakba, ovvero la “catastrofe”. Circa 700mila persone furono vittime della violenza del sionismo; violenza che a distanza di quasi ottanta anni non è mai cessata, ma che anzi continua a culminare nel genocidio del popolo palestinese e nell’espansione di territorio dell’entità sionista. Da quel momento, infatti, si diede avvio alla sistematica violazione dei diritti umani attraverso la costruzione, giorno dopo giorno, di un regime di apartheid, l’occupazione sistematica di case e terre della popolazione palestinese col chiaro obbiettivo di cancellare la storia di un intero popolo.
Oggi Israele continua a seminare terrore e morte in tutta l’area, continuando a portare avanti il proprio progetto etno-suprematista e imperialista, col supporto militare e la copertura politica di Stati Uniti e anche del nostro governo. Al genocidio del popolo palestinese si aggiungono i massacri di massa di civili nel sud del Libano, ulteriore terra di conquista dell’espansione sionista.
Vogliamo continuare ad affermare il diritto all’auto-determinazione del popolo palestinese; la sua liberazione e la liberazione dei prigionieri politici detenuti illegalmente nelle carceri Israeliane; lo stop alla complicità del nostro Paese e dell’Europa alla macchina genocida sionista.

🗓️9 maggio 1978: una “notte buia dello Stato italiano”. Il ritrovamento del corpo di Aldo Moro, dopo 55 giorni di prigio...
10/05/2026

🗓️9 maggio 1978: una “notte buia dello Stato italiano”. Il ritrovamento del corpo di Aldo Moro, dopo 55 giorni di prigionia, occupa tutte le prime pagine dei giornali nazionali. Passa totalmente in secondo piano un altro assassinio, quello di Peppino Impastato, militate comunista siciliano impegnato nella lotta all’omertà e al controllo indisturbato esercitato da Cosa Nostra sul suo paese, Cinisi, in provincia di Palermo.

Sin da giovanissimo, Peppino Impastato si oppone fermamente al potere mafioso che permea un territorio attraversato da profonde fratture sociali e disuguaglianze economiche: attraverso la sua radio, Impastato denuncia apertamente il connubio tra potere mafioso, politico ed economico, ribellandosi all’avanzata incontrastata di Cosa Nostra.

Saranno proprio gli esponenti del clan mafioso ad ordinarne il brutale assassino. In un Paese segnato da una crescente tensione politica e sociale e da un clima di repressione, per anni il vigliacco omicidio venne dipinto come un suicidio, un incidente o un fallito attentato terroristico.

A distanza di 48 anni, l’impegno politico di Peppino Impastato resta purtroppo ancora pienamente attuale: la lotta alla corruzione, al potere mafioso, alle disuguaglianze sociali e territoriali restano temi pienamente aperti e attuali. Sul nostro territorio, assistiamo con frequenza sempre maggiore al ritorno esplicito ad una violenza che affonda le proprie radici nel potere mafioso e nel pervasivo controllo del tessuto politico-economico consolidato negli anni dai clan.

L’antimafia sociale deve continuare ad essere un tassello imprescindibile nel contrasto ai circuiti della criminalità organizzata: la repressione penale non riesce ad agire come strumento di prevenzione, non impattando sulla rimozione delle disuguaglianze sociali e delle condizioni di isolamento e marginalità socioeconomica che rappresentano spesso uno dei presupposti del radicamento mafioso.

Sono ancora in stato di detenzione degli attivisti Thiago Avila e Saif Abukeshek, arrestati illegalmente in acque intern...
09/05/2026

Sono ancora in stato di detenzione degli attivisti Thiago Avila e Saif Abukeshek, arrestati illegalmente in acque internazionali qa seguito del sequestro della Global Sumud flottila.
I due attivisti sono ormai da giorni in sciopero della fame, sottoposti a condizioni di vita decisamente precarie e si denuncia anche che siano tutt’ora sottoposti a pestaggi e torture. L’accusa mossa dall’entità sionista è l’appartenenza dei due attivisti ad un’organizzazione terroristica non definita e di “dare sostegno al nemico al tempo di guerra”.

L’arresto di Thiago e Saif e il sequestro della Global Sumud flottila in acque internazionali costituisce l’ennesima violazione del diritto internazionale perpetrata da Israele, violazioni che sono concesse allo stato sionista ormai da anni dal silenzio e dall’appoggio della comunità internazionale. Lo stato di Israele è riconosciuto dall’Occidente come unica democrazia del Medioriente, ma da quando è stato impiantato nella terra di Palestina si è macchiato di morte, guerra e di genocidio ai danni del popolo palestinese.
Allo scenario internazionale già drammatico e raccapricciante, si aggiungono le dichiarazioni della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha definito la missione umanitaria della flotilla come un fastidio ai piani del governo e come un’operazione di cui non vede “l’utilità”, e le dichiarazioni del Presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha dichiarato che gli attivisti sono “fortunati ad essere trattenuti per poche ore e gridare di essere stati torturati”. Queste dichiarazioni manifestano pienamente la linea politica del nostro Governo che in questi anni è rimasto in silenzio davanti al genocidio del popolo palestinese e che ha minimizzato le azione criminali dell’entità sionista.

Tutto questo è inaccettabile, come Udu, Uds e Zona Franka siamo mobilitati per ribadire il nostro sostegno alla missione umanitaria della Global Sumud Flottila, la quale è protetta dal diritto internazionale, e per chiedere la liberazione degli attivisti attualmente detenuti e la condanna internazionale senza ambiguità dello Stato di Israele.

NO AL DESERTO INDUSTRIALE! STUDENTƏ IN LOTTA CON LƏ LAVORATORƏ NATUZZI!Oggi, in occasione della giornata internazionale ...
01/05/2026

NO AL DESERTO INDUSTRIALE! STUDENTƏ IN LOTTA CON LƏ LAVORATORƏ NATUZZI!

Oggi, in occasione della giornata internazionale dellə lavoratorə, siamo scesə in piazza a Santeramo per difendere due dei pilastri fondamentali su cui si regge la nostra costituzione: le democrazia e il lavoro, riconosciuto non solo come dovere, ma anche come diritto. Santeramo, oggi, diventa il simbolo della lotta e la rivendicazione dei diritti dellə lavoratorə, in quanto ospita la sede della Natuzzi, storica azienda italiana attiva nel settore dell’arredamento che si è vista protagonista di una crisi strutturale e occupazionale, con la presentazione di un piano che prevede l’esubero di 1800 unità.
Assistiamo ad un quadro di crisi che colpisce da tempo il settore manifatturiero, costellato da perdita di presidi industriali fondamentali al sud, fragilità dei contratti e lavoratorə con salari ridotti.
Come studentə, mentre le fabbriche del nostro territorio chiudono e si contano i posti di lavoro persi, continueremo a lottare al fianco dellə lavoratorə, perché non vogliamo diventare i nuovi nomi sulla lista dei licenziamenti e non vogliamo essere costretti a scappare alla ricerca di una vita lavorativa dignitosa.

Ieri la città è scesa in piazza per gridare che Bari non ha paura delle mafie. Il presidio ha visto l’adesione convinta ...
30/04/2026

Ieri la città è scesa in piazza per gridare che Bari non ha paura delle mafie. Il presidio ha visto l’adesione convinta di tantissimi soggetti sociali, politici e giovanili, delle associazioni di magistrati e avvocati e dell’Amministrazione cittadina e regionale.

Non si è trattato di un momento di mera denuncia dei fatti di cronaca che si stanno susseguendo per le strade della nostra città: è stata un’occasione di analisi della fase cittadina e di confronto sul da farsi per contrastare il radicamento territoriale delle mafie, ragionando assieme su come unire le forze in una lotta che riguarda la cittadinanza tutta.

L’obiettivo della mobilitazione è stato quello di mettere in rete i soggetti del territorio per riprendere a costruire un piano condiviso e trasversale di future iniziative, rilanciando con forza la centralità dell’antimafia sociale, senza la quale il piano giudiziario rischia di rivelarsi insufficiente.

La nostra città è attraversata da sempre più condizioni di precarietà economica, mancanza di prospettive ed esclusione sociale. Contrastare le mafie vuol dire anche agire sulle condizioni socioeconomiche che agevolano il radicamento mafioso.

Continueremo a mobilitarci e costruire quotidianamente spazi e pratiche di resistenza e lotta alla pervasività del potere della camorra barese, senza mai smettere di attraversare gli spazi della nostra città.

WE RISE, WE STAND🗓️30 aprile 2026 - ore 18:00📍P.zza Umberto Verso le 20:30 di questa sera alcune imbarcazioni sono state...
29/04/2026

WE RISE, WE STAND

🗓️30 aprile 2026 - ore 18:00
📍P.zza Umberto

Verso le 20:30 di questa sera alcune imbarcazioni sono state abbordate dai droni e dai gommoni dell’IDF.

Ci vediamo domani per il presidio d’urgenza in piazza Umberto dalle ore 18:00 con

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Oggi eravamo davanti alla Presidenza della Regione Puglia al presidio indetto da FILLEA CGIL, FlLCA CISL e FENEAL UIL as...
29/04/2026

Oggi eravamo davanti alla Presidenza della Regione Puglia al presidio indetto da FILLEA CGIL, FlLCA CISL e FENEAL UIL assieme alle lavoratrici e lavoratori di Natuzzi da giorni in sciopero per il ritiro del piano aziendale che prevederebbe l’esubero di centinaia di lavoratori, per la garanzia della tutela occupazionale e la ripresa delle trattative con le parti sindacali.
Come Zona Franka e sindacati studenteschi siamo al fianco della lotta portata avanti dalle lavoratrici e dai lavoratori di Natuzzi. Non possiamo accettare il perpetrarsi di una continua opera di de-industrializzazione del nostro territorio che rischia di far esplodere una vera e propria bolla sociale, implementando le disuguaglianze già presenti. Il prezzo più caro non può essere sempre pagato dalle lavoratrici e dai lavoratori! Continueremo ad essere al fianco del sindacato in questa lotta, fornendo tutto il supporto politico necessario.

Indirizzo

Via Dalmazia, 35
Bari
70122

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