18/01/2026
La più grande cantina vinicola del mondo non si trova in Francia né in Italia, come ci si potrebbe aspettare, bensì nella Repubblica di Moldova. La cantina Mileștii Mici è una vera e propria città sotterranea scavata nel calcare, a una profondità di circa 85 metri. Le sue gallerie si estendono per ben 200 chilometri (una distanza paragonabile a quella tra Bucarest e Costanza), dei quali circa 55 chilometri sono utilizzati per lo stoccaggio del vino. È così vasta che dipendenti e visitatori si spostano nei tunnel in automobile o in bicicletta, lungo strade che portano nomi come Via Sauvignon, Viale Cabernet o Strada Fetească. Qui riposano quasi 2 milioni di bottiglie, un primato certificato dal Guinness dei Primati. Si tratta di una vera “cattedrale del vino”, dove la temperatura rimane costante tutto l’anno, ideale per l’invecchiamento dei vini, in uno spazio che in origine era soltanto una miniera di pietra destinata alla costruzione della città di Chișinău.
Il segreto di questo luogo risiede nelle proprietà geologiche della roccia sedimentaria in cui è stato scavato. Il calcare coquinoide agisce come un regolatore naturale dell’ambiente, assorbendo l’umidità in eccesso e rilasciandola quando l’aria diventa troppo secca. In questo modo, l’umidità relativa si mantiene costante tra l’85% e il 95%, mentre la temperatura rimane stabile tra i 12 e i 14 gradi Celsius, indipendentemente dalla stagione in superficie. Queste condizioni sono ideali per il lento processo di maturazione del vino, permettendogli di sviluppare un bouquet complesso senza subire shock termici.
La trasformazione delle gallerie da semplice cava di pietra a deposito enologico ebbe inizio alla fine degli anni Sessanta. Dopo che l’estrazione della pietra lasciò enormi spazi vuoti, gli esperti del settore agricolo ne compresero l’enorme potenziale. Invece di costruire costosi magazzini refrigerati in superficie, che avrebbero richiesto un elevato consumo di energia elettrica, decisero di sfruttare la freschezza naturale del sottosuolo. Le prime bottiglie furono così trasferite nelle gallerie, gettando le basi di quella che sarebbe diventata una collezione di fama mondiale.
La “Collezione d’Oro” rappresenta il cuore del complesso sotterraneo e ospita gli esemplari più preziosi. Vi si trovano vini da collezione a partire dalla vendemmia del 1969, considerata l’“annata d’oro” della vinificazione locale. Le bottiglie sono sistemate con cura in nicchie speciali, chiamate case, scavate direttamente nelle pareti di pietra. Ogni nicchia è accompagnata da una scheda tecnica, e i visitatori possono osservare come le bottiglie più antiche siano ricoperte da uno spesso strato di polvere e ragnatele, elementi che non vengono rimossi intenzionalmente, poiché testimoniano l’età e l’immobilità del vino.
Orientarsi in questo labirinto sotterraneo richiede una mappa o una guida, date le dimensioni impressionanti del complesso. Esistono regole di circolazione stradale, segnali e attraversamenti pedonali, proprio come in una città normale; l’unica differenza è il soffitto di pietra e l’assenza di luce naturale. L’illuminazione è artificiale e le distanze tra le aree di produzione, deposito e degustazione sono così grandi che percorrerle a piedi richiederebbe ore intere. Per questo motivo, le visite guidate si svolgono a bordo di veicoli.
L’architettura interna unisce la funzionalità industriale all’estetica tradizionale moldava. In alcune zone sono state create cascate sotterranee e fontane illuminate, mentre le sale di degustazione sono arredate con legno massiccio scolpito da artigiani locali. Vi sono enormi botti di rovere, alcune ancora in uso, altre trasformate in ingressi decorativi, che contribuiscono a creare un’atmosfera solenne e a sottolineare il profondo rispetto per la cultura della vite e del vino.
Un aspetto particolarmente interessante della conservazione dei vini più antichi è la procedura di ri-tappatura. I tappi in sughero naturale hanno una durata limitata e possono iniziare a deteriorarsi dopo 15–20 anni, con il rischio di ossidare il vino. Per questo motivo, gli specialisti della cantina controllano periodicamente le bottiglie della collezione, rimuovono i vecchi tappi e li sostituiscono con nuovi, in un’operazione che richiede estrema precisione per non alterare la qualità del vino. Le bottiglie vengono poi sigillate con ceralacca rossa, segno distintivo dei vini di patrimonio storico.
Oltre al proprio stock, Mileștii Mici funziona anche come una vera e propria “banca del vino” per collezionisti privati provenienti da tutto il mondo. Chiunque può affittare una caza personale nelle gallerie sotterranee per conservare la propria collezione in condizioni perfette. Alcune nicchie appartengono a personalità internazionali, politici e imprenditori, che lasciano qui i loro vini a invecchiare, tornando solo occasionalmente per verificarne lo stato o per ritirare una bottiglia in occasione di eventi speciali.
L’ingresso del complesso è segnato da due grandi fontane uniche nel loro genere, che nei giorni di festa sembrano zampillare vino bianco e vino rosso. Esse simboleggiano l’ospitalità e l’abbondanza. Il complesso attira ogni anno decine di migliaia di turisti ed è un pilastro fondamentale del turismo enologico della regione. I visitatori vengono accolti da musica tradizionale nelle sale di pietra, vivendo un’esperienza che fonde storia, gastronomia e ingegneria mineraria.
Il valore di questo luogo è stato riconosciuto ufficialmente dal Parlamento della Repubblica di Moldova, che ha dichiarato il Combinato Vinicolo di Qualità “Mileștii Mici” patrimonio culturale nazionale. Questo riconoscimento giuridico garantisce che la collezione non possa essere alienata né frammentata, assicurandone la protezione per le generazioni future. Così, ciò che era nato come una semplice fonte di materiali da costruzione si è trasformato in un tesoro liquido, una testimonianza viva della millenaria tradizione vinicola di queste terre.