07/03/2026
Avevamo 26 e 27 anni quando abbiamo deciso di avviare il progetto El Barrio Verde.
Il nostro era un sogno nel cassetto e volevamo realizzarlo solo ed esclusivamente nel nostro paese, consapevoli che portare un progetto così ambizioso in un piccolo centro sarebbe stato un rischio enorme.
Quando firmammo il contratto di locazione e ci consegnarono le chiavi del Barrio, una persona ci disse una frase che non abbiamo mai dimenticato:
“Di cultura non si mangia.”
Per noi quella frase si trasformò in uno stimolo, in una motivazione per provare ad avviare una piccola rivoluzione culturale.
Molti ci dissero che eravamo dei folli.
Questa avventura ci ha regalato gioie immense, grandi soddisfazioni e allo stesso tempo ci ha mostrato tutte le difficoltà che un progetto di questo tipo può incontrare nel nostro territorio.
Poi è arrivato il Covid: 400 e passa giorni di mancato incasso.
Le spese continuavano ad andare avanti, compreso l’affitto, e le difficoltà di gestione aumentarono enormemente.Eppure non abbiamo mollato.
Non lo abbiamo fatto perché avevamo preso un impegno prima di tutto con il nostro paese e poi con noi stessi.
Probabilmente mollare in quel periodo sarebbe stata la scelta più semplice.
Abbiamo trattato quel posto come fosse casa nostra, investendo tante risorse economiche — le nostre risorse — perché ciò che ci ha sempre resi orgogliosi era sapere che anche il nostro paese potesse godere di questo progetto.
Ci siamo presi la responsabilità di essere guardiani del parco, senza che nessuno ce lo chiedesse.
Abbiamo curato aree che non erano di nostra competenza perché abbiamo sempre creduto che quel valore aggiunto che il parco ci donava gratuitamente andasse protetto e preservato.
Abbiamo investito in una location che, il giorno in cui ricevemmo le chiavi, aveva come unica risorsa per poter avviare un’azienda una presa per la macchina del caffè.
Abbiamo dato occupazione a tanti ragazzi: in alcuni mesi dell’anno il numero dei dipendenti superava le 17 unità.
Ed è una delle cose di cui andiamo più orgogliosi.
Abbiamo investito in musica, teatro, il Cinebarrio, arte, presentazioni di libri, orto condiviso e tanti altri progetti.
Abbiamo creduto negli artisti, molti dei quali oggi vediamo sui grandi palchi e sui grandi schermi.
Abbiamo sempre cercato la qualità artistica, provando a portare il nome del nostro club e del nostro paese sempre più in alto, senza mai snaturare il nostro progetto iniziale, neanche quando sarebbe stato più comodo farlo.
Tra gli artisti che hanno calcato il palco del Barrio ricordiamo con grande gratitudine:
Tullio De Piscopo, James Senese, Martha High (storica corista di James Brown), Fabrizio Bosso, Leroy Thornhill (The Prodigy), Steff Burns, Alberto Rocchetti, Noreda Graves, Gavin Holligan, General Levy, Boosta, Bassi Maestro, Tormento, DJ Jad (Articolo 31), Savana Funk, Bowland, Davide Shorty, Sud Sound System, Cesare Dell’Anna, Antonio Castrignanò, Canzoniere Grecanico, Apres la Classe, Mino De Santis, Salentino, Erri De Luca, Catena Fiorello.
Abbiamo aperto le porte a tantissime associazioni che hanno portato un contributo enorme al nostro locale, e per questo le ringraziamo di cuore.
Abbiamo investito in quella cosa che, secondo qualcuno, “non dava da mangiare”.
Forse è vero: non ci siamo arricchiti.
Ma oggi sappiamo di aver contribuito a mettere un piccolo tassello in quella rivoluzione culturale che sognavamo.
Vogliamo ringraziare tutti i ragazzi che hanno lavorato con noi e che hanno contribuito alla crescita di questo progetto, grazie ai nostri pilastri Gabriele e Francesca. Potevamo avere le idee più belle del mondo, ma senza di loro nulla sarebbe stato possibile.
Grazie a Totò, Eleonora, Elisa e Francesco per aver contribuito a costruire e curare l’immagine del nostro club.
Grazie ai nostri vicini che ci hanno sempre supportato e sopportato.
Grazie a tutti gli artisti che, con la loro professionalità e il loro talento, hanno dato lustro al Barrio.
Il Salento è una terra ricca di artisti straordinari: basterebbe solo dare loro lo spazio per esprimersi.
Grazie anche ai direttori artistici che si sono susseguiti negli anni e che hanno camminato al nostro fianco come se questo posto fosse casa loro:
Giuseppe Magagnino, Michele Cortese, Simone Perrone, Matteo Ria e Dubin.
Grazie a Max Nocco e Massimo Pasca, instancabili sostenitori, coloro che inaugurarono il primo evento del Barrio e che credettero in noi più di quanto credessimo noi stessi.
Grazie agli Amici del Barrio.
Oggi vi scriviamo questo ultimo comunicato per annunciarvi che sospendiamo la nostra attività a seguito di una decisione contrastata della pubblica amministrazione.
La forza per affrontare tutti i momenti difficili di questi anni ce l’avete data voi.
Per questo vogliamo ringraziarvi infinitamente:
grazie per esserci sempre stati, anche quando non siamo stati perfetti,
grazie per le parole di supporto e di incoraggiamento,
grazie ai nostri clienti e ai nostri sostenitori.
Speriamo solo di essere stati all’altezza dell’amore che ci avete sempre dimostrato.
L’unico grande rammarico che ci resta è non aver potuto abbracciarvi e salutare tutti voi un’ultima volta.
Siamo però orgogliosi di noi stessi, perché oggi usciamo a testa alta.
Quella testa che non abbiamo mai piegato di fronte a nulla e a nessuno.
Ai giovani di 26 e 27 anni diciamo:
inseguite i vostri sogni.
Ma fatelo alle giuste condizioni, senza piegarvi mai.
Ci vediamo in giro.
Giulio, Davide e Maurizio