19.1Bistrowinebar-Il salotto delle donne

19.1Bistrowinebar-Il salotto delle donne Chi frequenta il nostro Bistrò Ristorante Osteria Grill e Wine Bar sceglie sempre la qualità e ama mangiare e bere bene. Provare per credere…�

Annesso al bistrò troverete un bellissimo B&B, il Sandro Pertini, dove potrete anche decidere di fermarvi e dormire in delle meravigliose camere dal comfort eccellente. La nostra cucina di tipo tradizionale ma con le giuste innovazioni si basa sulla semplicità e qualità delle materie prime del territorio nel rispetto della stagionalità. La struttura ha uno stile molto bello e caratteristico e, crede fortemente nel valore delle relazioni, della convivialità per chi ama godersi dei momenti di svago in compagnia, all’insegna del gusto e della qualità e dello stare bene. Il nostro motto è: un po’ casa un po’ hotel, nel segno della semplicità.

Il bancone del bar è uno di quei luoghi che sembra resistere a tutto: alle mode, ai design che cambiano, alla velocità c...
11/09/2026

Il bancone del bar è uno di quei luoghi che sembra resistere a tutto: alle mode, ai design che cambiano, alla velocità con cui consumiamo spazi e relazioni.
E’ una linea lunga, spesso consumata, che separa e insieme unisce chi serve e chi viene servito.
Sedersi lì è diverso che stare a un tavolo. Al tavolo ci si isola, si costruisce un mondo privato. Al bancone invece ci si espone, si guarda e si viene guardati, si ascoltano frammenti di vite altrui e spesso si finisce per raccontare qualcosa di sé senza accorgersene…
Il rapporto con chi sta dall’altra parte del bancone è una forma sottile di fiducia quotidiana: non è amicizia, non è solo servizio.
È un mondo…
Il bancone è attesa, è ascolto, è comunicazione.
E’ uno dei pochi luoghi in cui la città si lascia ancora incontrare per caso. Dove la solitudine è condivisa e l’introspezione convive con gli altri. Forse è per questo che scegliamo ancora quello sgabello alto e un caffè veloce: perché lì non siamo mai del tutto soli e mai del tutto insieme. Siamo in quella zona franca, intermedia in cui la vita accade...
Con o senza Storie.
Senza inizio e, senza fine. Fini…
Senza noia.
Con un sorriso…

19/08/2026
08/08/2026

Che bella la vita e le sue follie…Le follie non sono mai errori.
Sono attimi che strappano dalla routine, dalla noia, e ti ricordano che sei ancora vivo per non morire.
Sono baci improvvisi. Attrazioni fatali. Ossessioni. Sono sguardi ammiccanti. Sono racconta storie come Caronte… Sono voci che catturano. Sono sospiri e speranze. Sono le risate improvvise, emozioni senza parole.
Le stesse diventano indimenticabili quando hai la fortuna di viverle con persone speciali, con chi ti guarda negli occhi e dice “dai facciamolo e, vaffaculo tutto il resto”, e allora quegli attimi smettono di essere solo ricordi. Diventano indelebili. Amori che si incastrano nell’anima e restano lì, come promesse che nemmeno il tempo riesce a cancellare. Mai.

Storie…

11/07/2026

Sì chef…!

E non è mariadolores…

11/07/2026

I grandi cuori non amano le mezze misure…
Auguri di buon compleanno al nostro mitico Caronte che oggi compie gli anni …27... nel suo Bistrot preferito.

19, BistrÒsteria- Acri Centro

28/06/2026
24/06/2026

LA GENTE VEDE E GIUDICA LA MIA FOLLIA NELLA MIA COLORATA VIVACITÀ E GENIALITÀ MA NON RIESCE A VEDERE LA STUPIDITÀ NELLA SUA NOIOSA MEDIOCRE IPOCRITA NORMALITÀ

20/06/2026

So perfettamente come pensano, ma non sarò mai come vogliono loro.

20/06/2026

Chiunque abbia conosciuto Donato Metallo non può che conoscere lei, Alessandra Caiulo, la donna che con Donato ha costruito per anni spazi privati e mondi pubblici, attivismo e politica come due modi stessi di abitare il mondo e definirlo.
E infine, a coronamento di tutto questo, è arrivato pure un figlio, Pietro, che oggi ha 2 anni.

Aveva 10 mesi il 22 aprile dell’anno scorso, quando suo papà Donato se n’è andato per un tumore al pancreas, a 44 anni, dopo una vita intera dedicata al bene comune, prima come sindaco della sua città, Racale (nel Salento), e poi in Consiglio regionale in Puglia.

Non si contano neanche le battaglie di Donato per l’ambiente, per la rigenerazione degli spazi urbani, e poi i diritti civili, la legge contro l’Omotransfobia, avanguardia pura in regione, la norma sulle parrucche per le donne malate di cancro, e quella testarda convinzione che questo Paese non lo cambieremo mai senza lavorare sull’intelligenza emotiva, sull’educazione affettiva dei nostri figli, su concetti come rispetto, consenso, empatia, gestione delle emozioni.

Dev’essere per questo che Alessandra ha pensato a lui, al suo Donato, quando dieci giorni fa il governo più retrogrado della storia repubblicana ha vietato l’educazione sessuo-affettiva in asili ed elementari e l’ha limitata in medie e superiori, vincolandola a un assurdo consenso dei genitori. Gli stessi genitori che non lo daranno mai ai figli che più di tutti ne avrebbero bisogno.

Allora Alessandra ha pensato a Donato, ha deciso che avrebbe combattuto questa battaglia per lui, con lui, in suo nome. E che non bastava questa volta scendere in piazza, ci voleva qualcosa di più: una raccolta firme. Una chiamata collettiva.

È partita così dalla Puglia “L’Italia che ama Educa”, la mobilitazione nazionale per fermare la legge Valditara e salvare l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole italiane.

Insieme ad Alessandra, in prima linea ci sono le ragazze della Casa delle Donne, Cgil Lecce, Udu Lecce - Unione degli Universitari. E c’è Donato, ancora una volta.

“Ci sono battaglie che scegli. E poi ci sono battaglie che, in qualche modo, scelgono te. Questa è una di quelle” ha raccontato Alessandra.
“Per me questa non è una battaglia astratta. Chi mi conosce sa bene che le ragioni sono tutte nel cuore. Poco più di un anno fa ero seduta al tavolo con Donato mentre ascoltavamo l’intervento di Gino Cecchettin. Per lui era chiarissimo quello che doveva fare: la “Scuola d’Amore” doveva diventare legge della Puglia. Ricordo perfettamente quel momento perché in lui riaccese una luce bellissima, la sua. Quella sera un padre straziato stava dicendo una cosa semplice e rivoluzionaria: se vogliamo cambiare davvero le cose dobbiamo educare, dobbiamo arrivare prima, dobbiamo insegnare ai bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze, che il rispetto viene prima del possesso, che la libertà dell’altro è sacra, che l’amore non può mai essere controllo o violenza”.

Io in queste parole ci ho visto tutta Alessandra e ci ho rivisto Donato, la missione di una vita che sopravvive oltre la morte attraverso la persona che più di tutti lo ha amato.

Ora è troppo piccolo, ma un giorno questa battaglia, comunque andrà a finire, sarà per Pietro, una sorta di eredità politica, culturale e, in qualche modo, spirituale, al ragazzo e all’adulto che sarà.

Mi sembrava giusto raccontarla, questa storia, perché mi riguarda e riguarda anche mio figlio, e perché riguarda tutti noi, specie chi ancora non l’ha capito.

Grazie Alessandra, e ciao Donato.

Indirizzo

Corso Sandro Pertini, 55
Acri
87041

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