13/05/2026
Viaggio nelle Marche nascoste: l'incanto della Vernaccia Nera di Terre di Serrapetrona - Tenuta Stefano Graidi
Cronaca della serata di degustazione con l'Associazione Amici del Vino - Sezione Mendrisiotto
In una splendida serata primaverile, presso l’azienda Agricola di Mezzana ha fatto da cornice a un appuntamento che resterà impresso negli annali dell’Associazione Amici del Vino Sezione Mendrisiotto. Infatti lo scorso 12 maggio, i nostri soci si sono ritrovati per un’immersione sensoriale che ha varcato i confini del Ticino per approdare idealmente tra le colline della provincia di Macerata. Protagonista assoluta è stata la Vernaccia Nera di Serrapetrona, interpretata con maestrìa dall’azienda Terre di Serrapetrona.
A condurci in questo viaggio è stato Stefano Graidi, titolare della cantina, un uomo che ha saputo trasmettere con un racconto appassionato l’essenza di un territorio unico al mondo, dove la viticoltura non è solo produzione, ma un atto di resistenza culturale.
Terre di Serrapetrona: un baluardo di tradizione
L’azienda Terre di Serrapetrona sorge in uno dei borghi medioevali più suggestivi dell’entroterra marchigiano. La filosofia di Stefano Graidi si fonda su un concetto chiaro: agire come custodi di un patrimonio genetico e storico. In un’epoca dominata da vitigni internazionali e stili di vinificazione standardizzati, questa cantina ha scelto la via più impervia, ovvero la valorizzazione assoluta dell’autoctono. La gestione meticolosa dei vigneti si fonde con tecnologie moderne, ma l’approccio rimane profondamente artigianale. Ogni calice degustato durante la serata è stato il riflesso di questo rispetto per i cicli naturali e di una ricerca costante della qualità, senza mai cedere alle lusinghe della facilità commerciale.
Il mistero delle tre fermentazioni
Il cuore pulsante dell’evento è stato il vitigno Vernaccia Nera. Questo vitigno vanta una personalità fiera e distinta. Cresce esclusivamente in un piccolo lembo di terra protetto dai Monti Sibillini, dove le forti escursioni termiche permettono lo sviluppo di un corredo aromatico senza eguali. Serrapetrona detiene un primato tecnico incredibile: la Vernaccia di Serrapetrona DOCG è infatti l’unico vino al mondo a subire tre diverse fermentazioni.
La prima avviene al momento della vendemmia sulle uve fresche; la seconda si innesca con l’aggiunta del mosto derivante dalle uve messe ad appassire sui graticci (circa il 40% del totale); la terza, infine, avviene durante la presa di spuma in autoclave con il metodo Martinotti o anche detto metodo Charmat. Questo processo laborioso, che richiede dal 3 ai 6 mesi di attesa e cure costanti, regala una complessità olfattiva e una struttura tannica che non hanno eguali nel panorama degli spumanti rossi mondiali.
Sette calici per raccontare un territorio
Sotto la guida esperta di Graidi, abbiamo esplorato sette etichette che hanno dimostrato l’incredibile versatilità della Vernaccia Nera.
Il benvenuto è stato affidato al BLINK 2024, uno spumante rosé IGT Marche che ha sprigionato freschezza immediata, con note di fragolina di bosco e petali di rosa. È seguita una parentesi bianca di grande carattere: Unbianco 2024, un blend di Pecorino e Sauvignon Blanc, dove la struttura citrina del primo si fondeva con le sfumature vegetali del secondo.
Siamo poi entrati nel vivo della tradizione con la Vernaccia di Serrapetrona DOCG secca 2025. Uno spumante rosso che spiazza per profondità, con sentori di pepe nero e marasca, capace di pulire perfettamente il palato grazie a un tannino nobile. Il viaggio è proseguito con le versioni ferme: il Collequanto 2018, una Vernaccia Nera vinificata ferma con sentori di prugna e tabacco, e il monumentale Robbione 2016. Quest’ultimo, nato da una selezione rigorosa di uve appassite, ha rappresentato il picco emotivo della serata: un vino scuro, denso, con note di cioccolato fondente e liquirizia, capace di scaldare il cuore dei presenti anche per i suoi 15 gradi di alcol.
Il Ciauscolo: il sigillo marchigiano
Per suggellare il legame con la terra d’origine, Stefano Graidi ha portato con sé il Ciauscolo, il celebre salame spalmabile del maceratese. La sua pasta morbida e profumata di aglio e pepe nero si è sposata divinamente con la Vernaccia DOCG secca, creando un abbinamento territoriale perfetto. È in questi dettagli che si percepisce la generosità di un produttore che non vende solo bottiglie, ma offre un pezzo della propria storia e della propria casa.
Il finale è stato un omaggio alla dolcezza non convenzionale. La Vernaccia DOCG Dolce ha mostrato come il residuo zuccherino possa convivere armoniosamente con la vena acida e tannica del vitigno, rendendo la beva pericolosamente piacevole. In chiusura, la vera perla rara: il Sommo 2014, un passito IGT che dopo dodici anni ha regalato un’esplosione di aromi: fichi secchi, noci e scorza d'arancia candita, un vero vino da meditazione o semplicemente da dessert. In abbinamento ci è stata servita una fetta di una crostata con una marmellata di mirtilli. Un connubio perfetto con la dolcezza non stucchevole del vino passito.
In conclusione, la serata a Mezzana rimarrà impressa come un momento di grande crescita. Abbiamo scoperto che dietro un’etichetta si cela un mondo di fatiche, sogni e determinazione. Un ringraziamento speciale va a Stefano Graidi per la sua passione divulgativa e a tutti i soci che, con la loro curiosità, rendono ogni degustazione degli Amici del Vino un’esperienza di condivisione indimenticabile.
Arrivederci al prossimo tesoro nel calice!
Ivo Garobbio