ONAV Potenza

ONAV Potenza Wine, passion and skill L'8 luglio 1981 con D.P.R. n°563 ha ottenuto il riconoscimento giuridico.

L'ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino) è sorta in Asti nel 1951 per iniziativa della Camera di Commercio di Asti e per volontà di personalità eminenti del mondo vinicolo del tempo. Le ragioni che ne determinano la nascita vanno ricercate nell'esigenza, già allora assai sentita, di rendere disponibile un corpo di assaggiatori affidabili, perché specificatamente preparati ed esaminat

i, atti a svolgere la delicata ed impegnativa funzione. All'assaggiatore sono richiesti un complesso di doti naturali, di specifiche conoscenze tecniche ed un addestramento, ai quali si deve ricorrere quando si voglia ottenere un giudizio significativo e completo sulla qualità del vino. Gli scopi dell'Associazione

Dalla data della fondazione ad oggi, gli scopi che l'ONAV si prefigge sono rimasti gli stessi, così come evidenziati dall'art. 2 del vigente statuto, qui riportato:

• mantenere viva ed efficiente nei Soci la tradizionale funzione di assaggiare e di valutare i vini, valorizzando il loro specifico e insostituibile impiego anche con l'opera di sensibilizzazione presso enti, istituzioni e privati, perché facciano ricorso abituale alle loro competenze;

• istituire per i Soci corsi specialistici, a tutti i livelli, al fine di dare loro una preparazione generale che sia il più possibile unitaria, di contribuire ad una sempre maggiore e migliore affidabilità in sede di valutazione, di offrire un continuo aggiornamento sotto il profilo metodologico;

• promuovere iniziative volte a fare conoscere l'importanza (rendere più attento il produttore e più consapevole il consumatore) e il piacere (favorire l'approccio corretto con il prodotto) dell'arte dell'assaggio;

• gestire l'Albo Nazionale dei Soci, allo scopo di tutelare il titolo "Assaggiatore di Vino" e le sue prerogative. Cosa offre ai Soci

L'ONAV consente ai propri soci un continuo aggiornamento professionale tramite un’intensa attività organizzata sia a livello nazionale, dalla sede centrale di Asti, sia dalle sezioni regionali e provinciali. Fra le iniziative più importanti sono da ricordare:

• il Convegno Nazionale organizzato ogni anno, con visite ad importanti aziende vinicole, degustazioni e relazioni tecniche su temi di attualità per l'Assaggiatore;

• i viaggi di studio all'estero mirati alla conoscenza delle realtà vitivinicole sia europee sia mondiali;

• La "Giornata dell'Assaggiatore", manifestazione annuale dedicata a tematiche d'interesse scientifico legate alla pratica dell'assaggio e alla definizione della qualità dei prodotti più tipici;

• le selezioni per i concorsi enologici tra i quali il Concorso Enologico Nazionale Premio Douja d'Or di Asti; il Concorso Enologico del Mezzogiorno di Lamezia Terme; il Concorso Marengo Doc di Alessandria;

• le selezioni per la "Guida dei vini ONAV";

• l'abbonamento alla rivista "L'Assaggiatore".

Salve Siamo di nuovo su questi canali a parlare di Vino e di Cibo Era ormai da tempo che con il Comune di Sant’Angelo le...
15/01/2025

Salve

Siamo di nuovo su questi canali a parlare di Vino e di Cibo

Era ormai da tempo che con il Comune di Sant’Angelo le Fratte, si parlava di fare una cena Vietnamita abbinata a dei vini.

Vista però l’infinita attesa organizzativa dell’ente e visto che la data Ultima prima della partenza per il Viet Nam di Giang, la cuoca, era il 10 Gennaio 2025, ad inizio anno, vado a trovare gli amici ristoratori, Antonio ed Oana, proprietari del ristorante San Michele a Sant’Angelo le Fratte.

Seduti attorno ad un tavolo il venerdì 3, decidiamo, così, su due piedi, di tentare l’impresa per il venerdì successivo.

Poco tempo organizzativo, pochissimo per la divulgazione, ma va bene ugualmente. Si fa!

Deciso menù, vini e prezzo come da Locandina, ci mettiamo in moto.

Il ristorante, i 40 posti messi a disposizione per l’evento li ha riempiti tutti ed i Nostri ospiti, alcuni venuti da lontano, come il produttore di vini Ciro Bello venuto con un amico (chissà che la prossima esperienza non si faccia proprio con i suoi ottimi vini) venuto da Albanella (SA) che ringrazio. Amici di Caggiano, Auletta, Polla, Savoia di Lucania, Satriano di Lucania, oltre ai Sant’Angiolesi… Insomma, quasi inaspettatamente, ci siamo trovati in pochi giorni di programmazione e dover addirittura mandare via alcune persone…



La serata, si sentiva nell’aria, era piena di curiosità. Alcuni dei presenti erano già stati Nostri Ospiti, quindi vivevano l’esperienza con aspettativa, ma la maggior parte, non sapeva cosa aspettarsi.



I vini scelti sono della cantina Vitis in Vulture di Lavello.

Con il riso, si è deciso di accoppiare un moscato dal residuo zuccherino portato a zero. Il Labellum Dry Muscat del 2023 ha accompagnato in modo eccellente il riso, che aveva tutta la parte aromatica delle spezie e degli odori orientali, ma pur sempre da considerare un piatto salato e delicato. Il Moscato, conservando le caratteristiche olfattive molto aromatiche della specie, ma non dolce al palato (avendo portato la parte zuccherina a zero, appunto) è andato ad inserirsi nel riso esaltandone profumi e gusto, senza né sovrastare, né alleggerirsi troppo rispetto al cibo. La sorpresa positiva si leggeva tra le espressioni dei commensali.



Con il pollo fritto invece, di eccellente qualità e di produzione degli stessi ristoratori, Antonio ed Oana, croccante fuori e morbidissimo nella parte carnosa, quasi da sciogliersi in bocca, ha trovato sostegno alcolico dal Forentum Rosato, anch’esso del 2023, vinificato con uve Aglianico del Vulture. Il vino è risultato piacevole all’olfatto, mantenendo tutte le caratteristiche varietali seppur, ovviamente, meno intense rispetto al rosso, assieme ad una piacevole e fine freschezza e sapidità che andavano a mitigare l’untuosità del pollo ed accompagnarne le sue caratteristiche al gusto. Anche i suoi 13,5%, hanno dato ulteriore corpo alla beva, rispetto alla consistenza del cibo.



Infine, il piatto forte, gli involtini primavera, anch’essi ricchi di particolarità data la commistione tra carta di riso, parte vegetale, pancetta di maiale tritata, ed anche qui aromi e sapidità data dalla salsa di colatura di pesce di Phu Quoc che accompagnava la pietanza, sembra sia stata buona la scelta del Vino Riseca del 2021. Un vino rosso che mette assieme l’uvaggio tra Aglianico, Merlot, e Syrah. Il cibo presentava all’unisono l’untuosità della frittura, la grassezza del macinato, un pizzico di aroma dato dai funghi, la sapidità dell’intingolo, un pizzico di morbidezza data dall’uovo… insomma, c’era una commistione di sensazioni da mettere d’accordo. Il Riseca, mettendo assieme una fine parte tannica, ma anche morbidezza data dal Merlot ed un buon sostegno dell’aglianico alla carne, sembra abbia anch’esso fatto contenti sia Noi che soprattutto i commensali.



Avremmo voluto aggiungere il Bosco delle Rose, ottimo passito a base Moscato (stavolta ovviamente dolce) della stessa cantina, ma purtroppo ne erano terminate le scorte. Ci siamo quindi accontentati con la Torta Matcha, anch’essa preparata con estrema cura dalla Nostra Giang, di un caffè offerto dai Nostri Ospiti, Oana ed Antonio, che cogliamo l’occasione di ringraziarli nuovamente per aver partecipato Attivissimamente all’avventura, condividendo con Noi la Loro struttura ed il Loro aiuto e servizio. Senza di Loro, tutto questo non sarebbe accaduto!



Insomma, certi delle Nostre possibilità, ma incerti sui possibili commensali, sia nel numero che nel successo dell’esperimento, la serata è iniziata all’ombra della speranza ed è terminata con un fragrante applauso alla cuoca e l’entusiasmo di tutti. Cosa che appaga soprattutto il lavoro non indifferente che c’è stato dietro e la voglia di riproporci, con altri piatti… altri vini… altre combinazioni…

12/01/2025

Salve a Tutti,

Innanzitutto Buon 2025

Scrivo questo breve comunicato per annunciare il posticipo dell'inizio del corso di Assaggiatore ONAV di primo Livello al 30 Gennaio 2025.

Oltretutto, come si diceva nel precedente comunicato, siamo riusciti a ridurre il costo del corso a 480 Euro.
Sotto il link per avere informazioni e per le iscrizioni. Ovviamente potete chiamarci e contattarci quando volete per qualsivoglia quesito.

https://onav.it/corsi/6-corso-per-assaggiatore-di-vino--1-livello--melfi-pz

a presto allora

Un saluto "cincinnante"

Call now to connect with business.

Salve a Tutti,Vi scrivo per ricordare di nuovo del Corso da Assaggiatore che si terrà a Melfi a partire dal 20 Gennaio 2...
13/12/2024

Salve a Tutti,

Vi scrivo per ricordare di nuovo del Corso da Assaggiatore che si terrà a Melfi a partire dal 20 Gennaio 2025 presso la Cantina Carbone. Le iscrizioni sono ovviamente aperte con una bella sorpresa.

Dai precedenti 540 Euro, siamo riusciti a scendere sino a 500 Euro con pagamento on-line e, per i primi 15 avventori, con scadenza 5 gennaio 2025, si può usufruire di un ulteriore sconto di 20 Euro utilizzando il coupon di sconto come indicato nel link sottostante dove ci sono le nuove istruzioni. Si può quindi partecipare per un Ammontare di soli 480 Euro, anzichè di 540 Euro, tutto incluso. Anche quota associativa.

https://onav.it/corsi/6-corso-per-assaggiatore-di-vino--1-livello--melfi-pz

Colgo l'occasione, visto l'incalzare delle festività, per augurare a tutti buone feste, seppur nella speranza di incontrare almeno alcuni di voi prima di Natale, e pregandovi di divulgare la notizia, ringrazio tutti Voi anticipatamente ed a prescindere.

Un saluto """cincinnante""" a tutti

ONAV Potenza propone la programmazione di un nuovo corso di I° Livello per Assaggiatore. Sono aperte le iscrizioni, e da...
28/10/2024

ONAV Potenza propone la programmazione di un nuovo corso di I° Livello per Assaggiatore. Sono aperte le iscrizioni, e da subito delle gradite novita'. Puoi rateizzare il pagamento con PayPal.

Salve Amici,Eccoci a questo quinto dei cinque incontri previsti del connubio Asia ed Italia, la prima con il cibo e la s...
25/09/2024

Salve Amici,

Eccoci a questo quinto dei cinque incontri previsti del connubio Asia ed Italia, la prima con il cibo e la seconda con il vino
È il Nostro ultimo, ma primo di una lunga serie di appuntamenti che stiamo organizzando, incontro.
Speriamo di averVi deliziato e Vi aspettiamo sempre più numerosi

INVOLTINI PRIMAVERA FRITTI:
Pancetta macinata, Uovo, Cipollotto, Carote, Zucchine, Pepe, Due tipi di Funghi provenienti dal Viet Nam (Accompagnati da salsa di pesce tipica Vietnamita con aglio e peperoncino)

ABBINAMENTO ALCOOLICO:
Neroniano Nettuno Dop 2020
Uva Cacchione. Fermentazione in Acciaio e Barriques
Affinamento: 6 mesi di Barriques ed un anno in acciaio
Cantina: CASA DIVINA PROVVIDENZA (Lazio)

IL CIBO

Gli Involtini Primavera!
Forse la pietanza più chiacchierata e nominata assieme al Sushi quando si pensa alla cucina orientale, ma come purtroppo spesso capita, non conoscendone la vera essenza e conoscenza.
Alla stessa stregua di come capita con una certa frequenza di trovare, fuori dall’Italia, sedicenti spaghetti scotti galleggiare su degli inopportuni “letti burrocremosi”, o di vedere l’impropria apparizione di pizze pieghevoli e collose farcite all’ananas cotta, così è consuetudine mangiare i così detti involtini primavera nei ristoranti asiatici italiani, assolutamente lontani sia nella consistenza, quanto negli ingredienti usati, come nel modo di servirli e friggerli rispetto all’originale.

Come succedeva con gli involtini freschi, si usa lo stesso intingolo dove inzupparli prima di metterli in bocca e la stessa carta di riso. La ovvia differenza è che stavolta, la carta di riso, dopo aver ospitato ed abbracciato gli ingredienti previsti, verrà fritta.
Il connubio tra pancetta macinata, uovo ad essa mischiato, cipollotto, carote, zucchine, pepe, funghi di origine vietnamita (e, non in questo caso, ma generalmente, nella loro tradizione, si aggiungono anche i gamberetti) sapientemente fritto e, ancor più sapientemente, fatto scolare dell’olio residuo post frittura, crea un percorso gustativo intrigante.
Già al tatto, visto che è buona cosa mangiare questa pietanza con le mani, si percepisce una delicata croccantezza della carta di riso, che si fa immediatamente apprezzare sin dal primo morso. Arriva immediatamente la consistenza della pancetta macinata (e dell’eventuale gamberetto) che anche per effetto dell’uovo in essa intriso, da una sensazione di grassezza e pienezza al palato. Cipollotto e pepe, con la loro aromaticità, rendono l’effetto di carne e uovo quasi “ingentilito”, nonostante le loro esuberanza in aroma e speziatura, da quella che potrebbe essere una prevaricante un pochino “collosa” al palato (sempre che l’involtino sia ben cotto e proporzionato, onde evitare che la pancetta venga troppo cotta e si secchi. Deve mantenere una certa morbidezza tattile) i funghi poi, che ricordano un pochino i nostri porcini, ma ingentiliti, danno duttilità e persistenza, zucchine e carote invece, ammorbidiscono un pochino quello che è il “muscolo” degli altri ingredienti, facendo apprezzare l’insieme, senza che nessun ingrediente prenda il sopravvento sugli altri. Il tutto accompagnato dall’intingolo di salsa di pesce, aglio e peperoncino, a dare freschezza e succulenza.

Difficile da far capire cosa accade descrivendovi l’esperienza, ma ci prendiamo la responsabilità di ASSICURARVI, che l’effetto è di immediata piacevolissima assuefazione. Un involtino tira l’altro e quando son finiti ci si rimane male. Sinora, per ogni commensale invitato all’esperienza, si è ripetuto sempre lo stesso effetto di piena soddisfazione e sorpresa.

IL VINO

Premessa!
Così su due piedi, probabilmente la prima opzione alcoolica che potrebbe venirci in mente tende alle bollicine. E secondo Noi la scelta di uno spumante per gli involtini primavera fritti è sempre azzeccata.
Quindi, visto che non ci piace vincere facile, siamo andati a trovare un’alternativa agli spumanti. Nel cibo c’è il guanciale macinato insieme a tutto il resto, quindi chissà, un rosso giovane… un rosato di buona robustezza… e se invece un bianco?
La scelta è andata su una cantina storica di Nettuno (RM) nata nel 1821 per concessione del Vaticano della “Casa Divina Provvidenza”, all’epoca luogo di culto.
Mantenendo lo stesso nome per la cantina, si è passati dal culto dello Spirito e del Divino a quello dello “Spirito di Vino” da ormai oltre 200 anni.

Il Neroniano DOP del 2020, di base è prodotto con uva Cacchione in purezza. Di per sé, questo vitigno dà vini freschi, piacevoli e beverini, ma in questo caso, si è scelta intanto di vendemmiare qualche settimana oltre rispetto alla norma, quindi dando possibilità all’uva di raggiungere un maggiore corpo e residuo zuccherino, e perciò una maggiore alcoolicità pur mantenendo però una discreta freschezza. La stessa fermentazione viene parzialmente svolta in barriques, dopodichè il vino sosta in barriques per ulteriori sei mesi di affinamento, per poi passare all’acciaio e di seguito in bottiglia.
Questo percorso fa sì che il vino si evolva in modo diverso dal classico Cacchione, aprendosi a sensazioni sia olfattive che gustative più calde ed intense che possono ben accoppiarsi con la parte carnivora e speziata degli involtini. Si fanno oltretutto sentire delle note aromatiche, speziate e leggermente balsamiche che ben si abbinano al pepe funghi e cipollotto. Rimane però pur sempre un vino con caratteristiche di fondo fresche e sapide, le quali, seppur non particolarmente espresse in questo vino, risultano sufficienti a mitigare l’effetto dell’intingolo.
Nel complesso, l’esperimento a Noi è sembrato riuscito. Comunque, al di là di ciò, questo Vino merita un elogio per la coraggiosa scelta fatta rispetto all’uvaggio in questione. Con la sua complessità tra i suoi sentori di frutta verso lo sciroppato, fiori dal profumo intenso ed una lunghezza di bocca a renderlo piacevole da masticare, oltre a quanto già descritto, si fa piacere e bere in molte variabili occasioni ed abbinamenti.

Buone degustazioni a tutti ed alla prossima esperienza

Claudio

Un saluto a Tutti i Nostri Amici ... Oggi per il nostro 4° appuntamento parliamo di ...INVOLTINI PRIMAVERA FRESCHIInsala...
24/09/2024

Un saluto a Tutti i Nostri Amici ... Oggi per il nostro 4° appuntamento parliamo di ...

INVOLTINI PRIMAVERA FRESCHI
Insalate: Canasta, Cappuccina e Rucola, Carote, Frittata, Pancetta (Accompagnati da salsa di pesce tipica Vietnamita con aglio e peperoncino)

ABBINAMENTO ALCOOLICO:
Guarnaccino IGP 2021
Vinificato in Bianco affinato in acciaio
Cantina: LUIGI LAURIA (Basilicata)

IL CIBO

Nuovamente Ciao a tutti.
Siamo generalmente abituati a pensare agli involtini primavera come una pietanza fritta proveniente dall’Asia. Anticipando che proprio questi ultimi, quelli fritti, saranno i protagonisti del prossimo appuntamento, Vi sveliamo che ne esiste una versione che, forse impropriamente, andiamo a chiamare “Fresca”.
Praticamente, al di fuori della frittata e della pancetta che vengono previamente cotte, il resto della pietanza è a crudo, ivi incluse le sfoglie di carta di riso che fanno da involucro agli involtini.
Viene infatti presa la carta di riso nella sua versione “rigida”, passata velocemente in un piatto con dell’acqua per renderla manipolabile ed in superfice vi vengono collocati degli ingredienti che verranno poi involti nella stessa ed immediatamente mangiati.
Nella tradizione Vietnamita, questo alimento viene composto e mangiato a proprio piacimento a tavola. Ognuno ha vicino a sé il piatto con l’acqua, la carta di riso da inumidirvi dentro ed al centro della tavola si mette una serie di ingredienti, per lo più vegetali (diversi tipi di insalate, carote, zucchine, cetrioli, pomodori, ed altro ancora) ma anche carnivori, come pollo e maiale o anche gamberetti. Quindi, ogni commensale sceglie a proprio piacimento come comporre il proprio involtino ed una volta fatto ciò, gli ingredienti scelti vengono involti dalla carta di riso. Ne viene fuori una sorta di cilindro ripieno della grandezza più o meno di un cannolo. Questo viene inzuppato all’interno di un intingolo a base di una salsa di pesce tipica Vietnamita condita con aglio e peperoncino ed il gioco è fatto.
Onde evitare l’imbarazzo dei commensali da eventuali strafalcioni, soprattutto nel piegare e fermare la carta di riso attorno al cibo (cosa per loro ormai naturale ed acquisita, ma ardua per noi) Giang ha scelto Lei stessa una composizione da far assaggiare e Lei stessa ha piegato e chiuso gli involtini, in modo che il commensale ha dovuto solo afferrarli, inzupparli nell’intingolo e mangiarli.
Sarebbe bello riuscire a fare l’esperienza assieme organizzando una degustazione apposita, visto che è qualcosa di veramente inusuale.
Ne viene fuori un alimento sì delicato, ma allo stesso tempo intenso e persistente. Generalmente viene messo il coriandolo o la menta al posto della rucola, ma non avendone a disposizione, seppur non siano la stessa cosa, si è deciso di fare l’esperimento.
Le insalate danno un pochino di croccantezza con quel tocco leggermente pungente della rucola, la carota dà un pizzico di dolcezza ed allevia l’effetto rucola, la frittata e la pancetta danno tendenza dolce, grassezza ed un pizzico di succulenza che però, verrà poi indotta dall’intingolo di salsa di pesce, aglio e peperoncino, il quale ha una certa acidità ed induce quindi la salivazione.

Che vino abbinarvi?

IL VINO

Il Guarnaccino.
Vitigno Lucano a bacca rossa prodotto in piccole quantità nella zona di Chiaromonte (PZ) con collocazione a sud di Roccanova, dove si produce il vino Grottino e più o meno nello stesso areale di Senise, località famosa per il Peperone Crusco, prodotto Lucano per eccellenza.
Tra le pochissime cantine che producono il Guarnaccino, abbiamo pensato a Luigi Lauria. Non solo forse il “riscopritore” di questo vitigno ed espertissimo nella sua vinificazione, ma anche colui che ne ha fatto, di quest’unica uva, le versioni i rosso, rosato e bianco.
La scelta è andata sul Bianco.
Parliamo quindi di uva a bacca rossa vinificata in bianco. Questo vino ha una complessità tale che si dovrebbe parlarne a lungo. Questo lo rende anche molto poliedrico. Può infatti accostarsi a moltissime pietanze, che esse siano di mare o di terra. Si può accostare e cibi di buona persistenza, seppur non troppo complessi come avvicinarsi anche a sapori energetici e persistenti. Riesce ad avere un po’ di tutto tra il floreale ed il fruttato maturo, note tropicali, spezie, tendente al miele come anche la mandorla senza buccia e la crosta di pane. Sicuramente in futuro dedicheremo un post a questo vino, che seppur poco famoso, è davvero un fiore all’occhiello della tradizione enoica Lucana.
Secondo noi, l’esperimento, seppur audace, con gli involtini primavera freschi, ha avuto buon esito in quanto la sua beva, ha aggraziato la rucola, accompagnato senza né nascondere né farsi sopraffare da frittata e pancetta, rendendo l’incontro un unico ingrediente dalle differenti sensazioni gustative messe assieme, e mitigato l’aromaticità dell’aglio, la sapidità della salsa di pesce e resa piacevole la leggera piccantezza del peperoncino all’interno dell’intingolo.

Secondo me dovremmo parlarne molto meglio e più specificatamente di questo vitigno, il Guarnaccino, e di quel che le sue uve possono dare. Per chi non ha ancora avuto modo di assaggiarlo, siamo certi che ne rimarrebbe sorpreso.

Alla prossima e buon mangiare e bere a tutti

Claudio

23/09/2024

Salve Amici

Proseguiamo la serie dei nostri appuntamenti Orientali

Pollo Fritto:
Con Zenzero, Soia e Pepe

ABBINAMENTO ALCOOLICO:
Siri Pink Extra Dry
60 giorni di affinamento in autoclave
Cabernet Sauvignon in purezza
Cantina: ALTE VIGNE DELLA VAL CAMASTRA (Basilicata)

IL CIBO

Il Pollo, nel sud-est asiatico, è uno dei cibi principali e fondamentali.
Ovunque si vada, si trovano galline a zonzo facenti parte della normale quotidiana fauna e normalità nella quotidiana vita.
In tal caso, Giang ha fatto pezzi e fritto il pollo, in modo da poterne prendere una porzione con due dita e gustarsela quasi come fosse uno snack.
In un piattino a parte, ha preparato un intingolo con del pepe nero di Phou Quoc, salsa di soia in quantità modesta per non coprire il piatto con la sua sapidità, che aiuta l’amalgama con quel tocco un po’ pungente dato dallo zafferano.
Troviamo quindi un pochino di untuosità data dalla frittura, una leggera succulenza data dalla salsa di soia che per il suo effetto sia sapido che acido provoca salivazione, e l’aromaticità del pepe oltre alla diversa aromaticità e pungenza dello zafferano.

Azzeccando ovviamente le dosi, questo connubio di sensazioni in bocca, si sposa alla perfezione, mettendo assieme croccantezza del fritto, morbidezza tattile del pollo, parte sapida, aromatica e persistenza degli altri ingredienti.
Giang ha ovviamente calcolato dosi molto controllate di ingredienti così intensi, tanto da far risultare all’assaggio il piatto, sì lungo in bocca, si appetitoso, ma allo stesso tempo delicato, come se la carne del pollo andasse a mitigare l’energia degli ingredienti scelti.
Questo è lomotivo per il quale, al momento di decidervi l’abbinamento, si è deciso per un vino che forse non saremmo andati a scegliere alla sola lettura del preparato senza averlo assaggiato. Avremmo optato forse per qualcosa di più intenso e complesso. Ci siamo invece buttati nell’esperimento.

IL VINO

Alte Vigne della Val Camastra.
Piccola giovane cantina (a breve 10 anni d’età) a conduzione familiare con vini di assoluta piacevolezza, soprattutto considerando l’evoluzione della cantina stessa, che non è nata da investimenti faraonici, ma dalla lenta e costante evoluzione sia tecnologica che esperienziale di anno in anno implementate, e da prezzi del vino rispetto alla Loro qualità ancora ed assolutamente concorrenziali.
Nonostante i loro prodotti più conosciuti sono i vini fermi, si sono buttati nella sperimentazione di questo Spumante Metodo Martinotti vinificato con uve Cabernet Sauvignon di proprietà della cantina, coltivate in collina tra le montagne della Val Camastra in prossimità di Anzi (PZ).
Questo spumante Extra Dry, presenta rispetto ai Brut, quel pizzico in più di abboccatura, per non arrivando alla dolcezza, che lo rende “Ruffiano”! Si fa assolutamente piacere da solo in una bevuta estiva tra amici, ma, da questo esperimento, abbiamo scoperto che non si difende per nulla male anche con delle pietanze quasi inaspettate.
Il grado zuccherino di questo vino è andato a contrapporsi gentilmente alla sapidità del cibo mitigandola e rendendo piacevole quel salato che avrebbe potuto essere alla lunga prevaricante. Il Cabernet Sauvignon scelto per questo spumante, ha dato quel corpo in più da potersi appoggiare senza esserne oltrepassato dall’aromaticità del cibo, mentre le bollicine, vanno a sgrassare e ripulire il palato, facendo venir voglia di continuare sia a mangiare che a bere. Il pericolo, quindi, è di non smettere più!

Una nota a discapito della teoria.
Come dicevo prima, difficilmente avremmo accostato un vino, in fondo semplice, ad un piatto di buona aromaticità e persistenza basandoci sulla descrizione scritta su carta, e ci risulta difficilissimo far capire quel che la pratica ci ha dato, attraverso la teoria e l’astrazione della scrittura.
Sarebbe bello riuscissimo a provare l’esperienza assieme, in modo da esser Voi a darci il premio che meritiamo.

Al prossimo esperimento e buone degustazioni a tutti.

Claudio

22/09/2024

Salve a tutti ..

Ed eccoci al secondo appuntamento

RISO SALTATO IN PADELLA:
Pollo, Carote, Cipollotto, Aglio, Pepe, Zucchine

ABBINAMENTO ALCOOLICO:
Grillo Shamaris DOC 2022
Vinificato in Bianco affinato in acciaio
Cantina: CUSUMANO (Sicilia)

IL CIBO

Pietanza assolutamente popolare nelle tradizioni del sud-est asiatico è quello che in inglese chiamiamo “fried rice”, ossia riso fritto. Definizione non particolarmente comprensibile nella Nostra lingua, in quanto per noi la parola fritto va oltre la saltatura della pietanza in padella, che è quello che in effetti gli asiatici fanno con questo tipo di riso, che può essere condito in innumerevoli modi, ma sempre in bianco (od al limite, in alcuni casi, con un po’ di soia. Mai con l’olio).
In tal caso, la Nostra Giang (la cuoca) ha messo assieme pezzettini di pollo previamente cotti in padella. In un’altra padella soffrigge carote, cipollotto, aglio e zucchine, poi mette il tutto assieme, lo manteca con il riso ed aggiunge un pizzico di pepe di Phou Quoc.
Il risultato al palato è di avere un piatto con un pollo semicroccante ed un po’ sapido per il modo in cui è stato precedentemente cotto, la croccantezza della carota, che da un sentore fresco e di pulizia in bocca, vista l’aromaticità e la persistenza di aglio, pepe e cipollotto, mitigati dalla tendenza dolce della zucchina.
Ad un piatto con tali caratteristiche, assolutamente non grasso, non untuoso, non particolarmente succulento (dà un pochino, ma non eccessiva, salivazione) abbiam pensato un ad un vino bianco fermo come segue.

IL VINO

Per questo riso, si è scelta la Sicilia.
Abbiamo accostato alla pietanza di cui sopra lo Shamaris della Cantina Cusumano.
Già di per sé, cantina ed uvaggio scelti sono due realtà importanti e ben radicate in Sicilia.
La cantina Cusumano è ormai ben affermata e conosciuta tanto per la qualità dei suoi prodotti, come per la diversità, e la versatilità di molti suoi vini. Questo, a mio parere, è uno di quelli.
Lo Shamaris, oltre alla freschezza e la sensazione agrumata di solito presenti nelle uve Grillo, aggiunge un tocco di lemongrass, una sapidità marina netta ma allo stesso tempo aggraziata ed una piacevole nota quasi aromatica. Caratteristiche probabilmente date dal luogo dove si trova il vitigno. Infatti, la Tenuta Monte Pietroso vicino Monreale, si trova non distante dal mare ma a circa 500 metri di altitudine. Chissà che da ciò non nasca un bel sodalizio tra mare e collina ad arricchirne le proprietà organolettiche?
Questo connubio, tra l’aromaticità del cibo, pur rimanendo delicato e soave, e la freschezza, le note fruttate (frutta a polpa gialla come la pesca) ed un sentore agrumato del vino, abbia avuto felice incontro, rendendo succulento un piatto di per sé abbastanza povero di liquidi.
A noi è piaciuto.

A voi sentenziarci e come sempre scriveteci le Vostre impressioni

21/09/2024

E come promesso eccoci al nostro primo appuntamento.

Parliamo di
TEMPURA:
Zucca, Zucchine, Fiori di Acacia, Fiori di Sambuco, Carciofi, Melanzane, Funghi, Fiori di Zucca Ripieni di Mozzarella ed Acciughe, Salvia, Carote

ABBINAMENTO ALCOOLICO:
Brut Trento Doc Metodo Classico
30 mesi di affinamento sui lieviti
Chardonnay in purezza
Cantina: BALTER (Trentino)

Nella tradizione Giapponese, la Tempura è un tradizionale metodo di frittura per il quale però, anziché l’olio, viene usata la pastella.
Questo fa si che il risultato sia quello di avere, oltre alla consistenza dell’alimento scelto da friggere in Tempura, una particolare e piacevolissima croccantezza del cibo proposto ed una maggiore leggerezza e digeribilità rispetto al tradizionale fritto nostrano. Il pericolo è quello di non dar temine all’esperienza… un pezzetto di Tempura tira l’altro…

I dieci alimenti scelti per tale esperienza, considerando le loro differenze organolettiche (seppur tutte con la stessa Tempura di contorno) hanno creato ardua la scelta del vino da abbinarvi.
Nel cibo troviamo un pochino tutto.
La tendenza dolce della zucca, più elevata di quella delle zucchine, va a passare il testimone alla delicatezza anche strutturale, estrema croccantezza al tatto, dei fiori di Acacia e Sambuco.
Quest’ultimo presenta anche un pochino di balsamicità che va poi a fondersi con la tendenza amaricante del ca****fo, mitigata dalla tempura, e delle melanzane a seguire dotate nuovamente di duttilità ed elasticità e di un pizzico di pizzicore trigeminale a far spazio ai funghi.
I funghi in questione, dei quali non conosco il nome italiano, dato che hanno provenienza vietnamita, ricordano un po’ i nostri porcini, dal gusto però più delicato seppur dotato di persistenza. Persistenza che viene quindi mitigata dalla delicatezza della mozzarella a seguire, però accompagnata dalla sapidità dell’alice e dare nuova sensazione al palato.
La sapidità continua più lieve dal pizzico di sale aggiunto in superfice alla Tempura che avvolge la balsamicità e, considerando le sensazioni al palato in tal momento, la quasi dolcezza e freschezza della salvia. Ciò per avviare una pulizia della bocca che termina con la carota, a dare una novella neutralità al palato.

In considerazione di tali sensazioni, non poche e soprattutto di diverse intensità, la scelta è andata su un Metodo Classico di qualità della Cantina Balter di Rovereto (TN).
Questa piccola bellissima Cantina, che si trova sulle colline alle spalle di Rovereto, vanta un’eccellente produzione sia di vini fermi come anche di vini spumanti metodo classico Trento DOC che sono il loro fiore all’occhiello.
La scelta è andata sul loro spumante forse più versatile. Una bollicina maggiormente strutturata, come il loro riserva, avrebbe forse esaltato le sensazioni più persistenti della combinazione culinaria, ma avrebbe coperto gli alimenti più delicati.
Lo Chardonnay in purezza scelto, comunque con un’evoluzione di 30 mesi sui lieviti ed un residuo zuccherino che si aggira intorno ai 4,5 grammi per litro, si presenta fine, elegante ed anche con un pizzico di consistenza in più rispetto alla media, data forse anche da un 15% del vino base fermentato in barriques in prima fermentazione.
La sensazione di agrumato accompagnata però da qualcosa di leggermente e finemente vanigliato e setoso, permette di far apprezzare il connubio cibo/vino sia con il cibo in Tempura più sapido e deciso, come con le sensazioni più delicate ed a tendenza dolce.
Le sue finissime e persistenti bollicine poi, oltre ad arricchire l’olfatto con un tocco di miele e fiori bianchi, vanno in continuazione a pulire e rassettare il palato per una nuova successiva degustazione.
Il retrogusto poi con sensazioni di mandorla e crosta di pane, fa si che renda bellissimo il connubio con la pastella a far da contorno al viaggio sensoriale proposto.

Ovviamente, quelle sopra descritte, sono le Nostre personali sensazioni di questa esperienza.
Prontissimi ad aggiungere ricchezze sensoriali, attendiamo con curiosità le Vostre opinioni e commenti.

Al prossimo appuntamento. Vi aspettiamo

Claudio

Indirizzo

Via Regina Margherita Snc
Sant'angelo Le Fratte
85050

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 17:00

Telefono

349/1618729

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando ONAV Potenza pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a ONAV Potenza:

Condividi