Il Signor Nessuno

Il Signor Nessuno Non sono nessuno, per questo posso dire tutto. Il calcio raccontato senza padrini, senza bandiere, senza filtri.

20/07/2026

È terminato il Mondiale della vergogna.
Uno dei peggiori, dei più politici e dei più apparecchiati mai visti. A partire dalla scelta di introdurre ufficialmente le teste di serie, in modo tale che Argentina e Spagna potessero incontrarsi soltanto in finale.
Un Mondiale che ha visto un trattamento vergognoso nei confronti della nazionale iraniana, così come verso alcune nazioni non amiche, che si sono viste imporre limitazioni agli staff, alle delegazioni e perfino alla stampa.
Un Mondiale in cui, per la prima volta nella storia del calcio, un giocatore non ha scontato nemmeno una giornata di squalifica dopo aver ricevuto un cartellino rosso.
Un Mondiale in cui la nazionale argentina è stata accompagnata per mano fino alla finale. Una finale conclusa in dieci uomini, ma che avrebbe potuto tranquillamente terminare con l'Argentina in otto. Un Mondiale in cui gli argentini sono andati avanti a forza di calci, pugni, spinte, provocazioni, scorrettezze e di un bel po' di spinte arbitrali.
Il gol annullato alla Spagna fa quasi impallidire i due gol annullati in Corea del Sud–Spagna del 2002.
Un Mondiale che la FIFA non ha saputo gestire e nel quale non ha saputo contenere il peso ingombrante di un Paese ospitante (nulla da dire, invece, su Canada e Messico).
Un Mondiale sinceramente troppo lungo, che fa perdere la magia della competizione e in cui, per ampie fasi, si è giocato con il freno a mano tirato nel 90% delle partite.
Un Mondiale che finalmente è finito con l’epilogo col quale chi ancora ama questo sport si augurava.

Analizziamo questo Mondiale.Si appresta a essere uno dei Mondiali più controversi degli ultimi tempi. Organizzato in una...
11/06/2026

Analizziamo questo Mondiale.

Si appresta a essere uno dei Mondiali più controversi degli ultimi tempi. Organizzato in una nazione che, piaccia o no, non conosce il significato culturale della parola football come lo intendiamo noi.

Dopo il Mondiale del 2022, già fortemente contestato, la FIFA è riuscita a fare ancora peggio, dando vita a una competizione itinerante che costringerà alcune nazioni a continui spostamenti. Basti pensare all'Iran, che dovrà fare avanti e indietro dal Messico nel corso del torneo.

Nel frattempo, negli ultimi mesi, il buon Trump è riuscito a trasformare la Casa Bianca in una collezione di figurine, tra Messi, Ronaldo e compagnia bella.

È il Mondiale della vergogna perché un numero imprecisato di tifosi, delegati e giornalisti non è stato ammesso. Persino un arbitro è stato escluso per presunti legami con non si sa bene cosa, senza che sia mai stata fatta chiarezza sulla vicenda.

È il Mondiale della vergogna perché i prezzi dei biglietti erano inizialmente fuori dalla portata della maggior parte dei tifosi. Non a caso, negli Stati Uniti si sono registrati ribassi fino al 65% rispetto ai prezzi di pochi mesi fa nel tentativo di riempire gli stadi.

È il Mondiale della vergogna perché Infantino, negli ultimi mesi, ha collezionato figuracce, silenzi e decisioni quantomeno discutibili. Non dimentichiamoci del Premio FIFA per la Pace, probabilmente uno dei punti più bassi mai raggiunti dall'organizzazione. A confronto, Blatter sembrava quasi Berlinguer.

È il Mondiale della vergogna perché si giocherà a orari proibitivi per molti tifosi e, in alcuni casi, anche per gli stessi giocatori, in condizioni climatiche che spaziano dai 40 gradi al rischio uragani.

È il Mondiale della vergogna perché il calcio non è adatto agli show in stile americano. Non ci interessa il concerto, l'intrattenimento o lo spettacolo costruito a tavolino. Se la mia nazionale sta giocando una finale mondiale, voglio guardare la partita, non assistere a una versione calcistica del Super Bowl.

È il Mondiale della vergogna perché attorno a tutto questo regna un silenzio quasi totale. Nessuno alza davvero la voce.

Proprio oggi mi è capitato di vedere un video YouTube con alcuni nomi molto importanti del giornalismo sportivo italiano intenti ad analizzare le favorite del torneo. Peccato che nelle probabili formazioni comparissero giocatori nemmeno convocati, come Camavinga, Morata o Palmer.

Ma questo è anche il livello del giornalismo sportivo italiano.

Troppo spesso si fa carriera grazie alle conoscenze e ai rapporti privilegiati che permettono di riportare una notizia qualche minuto prima degli altri. Quando però si passa dall'insider all'analisi, dalla notizia alla competenza, dalla velocità alla preparazione, il discorso cambia completamente.

Tornando al Mondiale, speriamo almeno che questa volta, a differenza di quanto visto in passato, sugli spalti ci siano tifosi veri e non semplici figuranti che non sanno nemmeno quale squadra stanno tifando.

Per il resto, nonostante tutto, buon Mondiale a tutti.

09/06/2026

**Situazione Nazionale 🇮🇹**

Queste due partite della Nazionale e l'Europeo Under 17 ci hanno fatto capire essenzialmente una cosa: al di là del "non si gioca più per strada" e al di là della "mafia dei procuratori", il talento in Italia c'è.

Meno rispetto al passato? Probabilmente sì.

Sufficiente per qualificarsi ai Mondiali? Assolutamente sì.

Il vero problema lo vedremo tra 7-8 anni, quando questi ragazzi avranno 24-25 anni e, solo allora, inizieranno ad accumulare presenze con continuità nel nostro campionato.

Gli esempi non mancano: Dimarco, Orsolini (che dopo una grande stagione in Serie B ha trascorso due anni in panchina), Zaccagni. Tutti giocatori che hanno dovuto aspettare i 22-23 anni per diventare titolari con continuità.

Il problema italiano è soprattutto culturale. Vogliamo sempre tutto e subito e non abbiamo il coraggio di puntare davvero sui giovani.

Perché poi si vanno a cercare ventiduenni in giro per il mondo? Perché a quell'età hanno già alle spalle 3 o 4 stagioni da professionisti nelle rispettive leghe. Magari campionati con un livello medio inferiore al nostro, ma che insegnano comunque a confrontarsi con il calcio dei grandi.

I nostri, invece, passano spesso gli anni più importanti della loro crescita tra prestiti continui, una squadra diversa ogni stagione in società spesso disorganizzate o in difficoltà economica, come accade frequentemente in Serie C.

E cosa ci porta tutto questo?

A ragazzi che spesso sembrano avere paura della propria ombra, perché non sono stati abituati a giocare con continuità partite che contano davvero o di sentire un qualche attaccamento "alla maglia".

Ma non è solo una questione tecnica o di esperienza.

L'atteggiamento visto prima, durante e dopo la partita con la Bosnia ha mostrato un altro problema. Molti di questi ragazzi sembrano avere un rapporto troppo superficiale con la maglia azzurra.

Esultare perché si affronterà un avversario invece di un altro non è mentalità vincente. È il contrario.

E qui stendiamo anche un velo pietoso sulla scelta della RAI di mostrare quelle immagini, contribuendo a trasformare un momento che avrebbe dovuto restare nello spogliatoio in un caso mediatico.

Il talento c'è.

Quello che manca è il percorso per valorizzarlo.

09/06/2026

Benvenuti su Signor Nessuno.

Questa pagina nasce per una ragione semplice: sono stanco delle narrazioni faziose, delle convenienze e dei due pesi e due misure che troppo spesso accompagnano il calcio.

Oggi tutti si professano imparziali, tutti si definiscono obiettivi e giusti. Eppure, troppo spesso, le critiche e i giudizi cambiano in base al nome sulla maglia, alla simpatia personale o ai rapporti da preservare.

Signor Nessuno non ha amici da difendere, né nemici da attaccare. Non deve parlare bene di qualcuno per mantenere un accesso privilegiato, un'intervista o una notizia in anteprima.

Qui si commenteranno fatti, partite, dichiarazioni e decisioni per quello che sono, nel bene e nel male, senza sconti per nessuno.

A volte lo faremo con serietà, quando gli argomenti lo richiederanno. Altre volte con ironia, perché il calcio è anche passione, sfottò e leggerezza. Ma dietro ogni post ci sarà sempre lo stesso principio: usare lo stesso metro di giudizio per tutti.

Non pretendo di avere sempre ragione. Pretendo soltanto di essere coerente.

Se cercate un'altra voce, libera da appartenenze, convenienze e amicizie di comodo, siete nel posto giusto.

Benvenuti da Signor Nessuno.

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