Hopbook #42

Hopbook #42 Hopbook #42: dissertazione filosofica e alcolica sul senso della v̶i̶t̶a̶ birra. Recensioni, prove e curiosità da umili appassionati per umili appassionati.

ITALIAN BEER LOVERS - Hopbook #42 è la nuova pagina italiana dedicata alla birra artigianale.

  Ultimo appuntamento prima dell’estate con gli amici di Homebrewers Salento presso il Prophet pub e, questa volta, è st...
23/05/2025

Ultimo appuntamento prima dell’estate con gli amici di Homebrewers Salento presso il Prophet pub e, questa volta, è stato il turno delle Saison. Pier Francesco Mastrangelo ha trasportato le nostre menti nelle campagne del Belgio, raccontandoci storie di acque di pozzo contaminate e di lavoratori stagionali che avrebbero dovuto berle. In questo contesto, nelle cascine belghe, nasceva questo stile di birra che veniva prodotto nei mesi invernali con i cereali che si avevano a disposizione in quel momento e servito in estate per dissetare questi lavoratori. Le Saison ancestrali non erano caratterizzate da una ricetta predefinita, ma avevano in comune il fatto di essere birre dalla bassa gradazione, intorno ai 3 gradi. Questo è uno dei tanti stili che ha corso il rischio di scomparire per sempre. Dopo la Seconda Guerra Mondiale a causa di nuove tecnologie produttive in campo agricolo e grazie alla diffusione capillare degli acquedotti i lavoratori stagionali avevano quasi smesso di bere questa bevanda. Tutto sembrava quasi perso, fin quando un noto conoscitore di birre, l’americano Michael Jackson, le ha riscoperte e ha iniziato ad importarle negli stati uniti, partendo proprio dall’interpretazione moderna di DuPont. Le moderne Saison hanno una gradazione alcolica più elevata, intorno ai 6 gradi, e possono contenere, oltre al malto pils, anche malti caramellati, ma mai tostati.

Durante il corso della serata è stata degustata la Saison prodotta da Hof Ten Dormaal, birrificio nato nei primi anni 2000. È stata quindi compilata una scheda di degustazione individuale che è stata poi spunto di confronto in una sessione di degustazione plenaria. Si è anche pensato ad individuare dei possibili abbinamenti col cibo. Come in ogni appuntamento è stata anche stilata una ricetta per una possibile Saison made in Homebrewers Salento.

Il gruppo cresce numeroso: anche se non sei un Homebrewer, ma anche un semplice appassionato, non vediamo l’ora di averti con noi durante il prossimo evento dopo la stagione estiva! Sarà l’occasione per approfondire la cultura birraria più in generale e imparare un approccio diverso alla bevanda, sia che tu sia un degustatore che un produttore.

Gianluca

  È passato un altro mese e questa volta eravamo davvero tanti. Non ho contato i partecipanti uno ad uno, ma eravamo in ...
18/04/2025

È passato un altro mese e questa volta eravamo davvero tanti. Non ho contato i partecipanti uno ad uno, ma eravamo in una situazione del tipo: “Gli organizzatori comunicano che hanno partecipato alla manifestazione 1000 persone, ma secondo la procura erano in 5000”. A parte gli scherzi, eravamo davvero tanti. In questo nuovo incontro gli sciamani di Homebrewers Salento hanno condotto tutti in una esperienza di volo astrale in Germania per parlare, in un certo senso, di caproni. Pier Francesco Mastrangelo ci ha comunicato che eravamo giunti nella città di Einbeck, Bassa Sassonia e che ci trovavamo nell’Anno Domini 1378. Proprio in questo luogo e in questo periodo storico si brassava una birra ad alta fermentazione, dal forte grado alcolico e dal colore ambrato chiamata Einbecker. È interessante notare che ad Einbeck la produzione di birra era monopolio dell’amministrazione comunale: i cittadini potevano coltivare e maltare il proprio orzo ma, per produrre birra, dovevano rivolgersi al comune per ricevere la visita di un mastro birraio autorizzato provvisto di tutte le attrezzature necessarie.

Grazie ai molti pareri positivi come quello ricevuto da parte di Martin Lutero, la fama di questa bevanda alcolica travalicò ben presto i confini del suo solito territorio di produzione. La città di Monaco di Baviera, altro importante centro di produzione brassicola, assoldò un birrario di Einbeck, tale Elias Pichler, per cercare di riprodurre la stessa apprezzata birra. Elias sperimentò con le differenti modalità di produzione presenti in Baviera, orientate ad una produzione in scala maggiore, e variò la ricetta originale per fermentare il mosto con un lievito da bassa. Questa tipologia di birra continuò a diffondersi sempre di più e il suo nome, passando di bocca in bocca, subì diverse deformazioni: si passò da “Einbecker” al bavarese “Oanpock Bier” e poi al più semplice “ein Bock Bier” ossia “una birra Bock”. A seguito di tale slittamento sintattico e semantico, sulle etichette di queste birre incominciò a comparire l’immagine di un caprone in quanto “bock”, in tedesco, vuol dire proprio “caprone”.

Dato l’elevato apporto alcolico e nutritivo, questo stile di birra è stato storicamente consumato durante le festività religiose che prevedevano l’astenersi dall’ingerire cibi solidi. Sono così nate le varianti natalizie e pasquali “Weihnachtsbock” ed “Osterbock”.

Coma da prassi, la serata prevedeva anche la degustazione di una birra in stile, in questa occasione la Blood Bock di Bonavena Brewing nell’interpretazione del nuovo mastro birraio Roberto Falasca. È stata quindi compilata una scheda di degustazione individuale che è stata poi spunto di confronto in una sessione di degustazione plenaria: la birra risultava leggermente più amara e con una sensazione di calore maggiore rispetto ad una bock tradizionale. In un clima di assoluta condivisione e convivialità abbiamo anche provato a stilare una ricetta per una possibile Bock made in Homebrewers Salento.

Il gruppo cresce numeroso: anche se non sei un Homebrewer, ma anche un semplice appassionato, non vediamo l’ora di averti con noi durante il prossimo evento! Sarà l’occasione per approfondire la cultura birraria più in generale e imparare un approccio diverso alla bevanda, sia che tu sia un degustatore che un produttore.

Gianluca

  Un sentito ringraziamento agli amici di Homebrewers Salento per la bella serata.E dopo un mese, questa volta è stata l...
19/03/2025

Un sentito ringraziamento agli amici di Homebrewers Salento per la bella serata.

E dopo un mese, questa volta è stata la serata dedicata alle Mild, anzi, alle Dark Mild. Legno, Scotch Egg e il vociare delle vie di Londra: un’idea di tradizione, ma che, in realtà, tradizione non è. Come abbiamo potuto scoprire nel corso della serata, grazie alle parole di Pier Francesco Mastrangelo, le Mild non nacquero come uno stile vero e proprio: inizialmente, con tale denominazione, si indicavano tutte quelle birre giovani destinate ad essere blendate con birre decisamente più vecchie e stantie. Tuttavia, col passare del tempo, cambiò il palato dei bevitori e il pubblico imparò ad apprezzare il gusto delle birre di più fresca produzione senza necessità di “tagli” di alcun tipo. Inoltre, quando la componente amaricante nelle birre si diffuse sempre di più, si ebbe una naturale evoluzione del linguaggio. Si iniziò ad usare il termine Mild con un’accezione diversa: le birre più amare vennero etichettate come Bitter, mentre quelle meno amare come Mild (questo termine, effettivamente, vuol dire “lieve”, “mite”). Le Dark Mild moderne, un po’ più scure nel colore, nacquero nel secondo dopoguerra: l’austerità e l’aumento delle tasse portarono i birrifici a produrre birre con gradazioni alcoliche molto più basse rispetto al passato. Per renderle più appetibili agli occhi dei consumatori, vennero rese più scure grazie all’utilizzo di malti maggiormente tostati per dare l’illusione di una bevanda più corposa e forte. Ad esempio, nella loro evoluzione, si passò da una gradazione alcolica anche dell’8% ad una percentuale di alcool che poteva anche essere al di sotto del 3%.

Nel corso della serata abbiamo potuto degustare e valutare la Morning Mild di Hilltop Brewery (3.7%) grazie anche alla compilazione individuale di una scheda di degustazione. Ha sorpreso tutti per la sua persistenza olfattiva e gustativa, virando su un finale non completamente armonico a causa di un amaro spiccato e persistente. In un clima di assoluta condivisione e convivialità abbiamo anche provato a stilare una ricetta per una possibile Dark Mild made in Homebrewers Salento, chissà se vedrà mai la luce. È forse la convivialità uno degli aspetti più importanti di queste serate: permette di creare naturalmente relazioni, di fare rete, di crescere scambiando liberamente idee e pareri senza paura di essere giudicati. Come diceva, parafrasando, un docente durante una degustazione “Non ci sono sensazioni o descrittori sbagliati, osate, dite ad alta voce il vostro parere, col confronto si troverà la giusta definizione”.

Gianluca

  Al Prophet pub  di Lecce, in collaborazione con Partenocraft  botticella freschissima Altbier di Schumacher           ...
07/02/2025

Al Prophet pub di Lecce, in collaborazione con Partenocraft botticella freschissima Altbier di Schumacher

  Rittergust Gose in fusto, un po' meno corposa che in bottiglia e con un finale amaro più accentuato. Che chicca! Solo ...
09/06/2024

Rittergust Gose in fusto, un po' meno corposa che in bottiglia e con un finale amaro più accentuato. Che chicca! Solo a Lecce al

  A volte sembra essere un qualcosa di esotico anche quando ci sono gli spazi, ma dovrebbe essere la normalità. Più cell...
11/05/2024

A volte sembra essere un qualcosa di esotico anche quando ci sono gli spazi, ma dovrebbe essere la normalità. Più cella per tutti come al Bellinfusto Pub - Ostuni !

  Saint Lamvinus di  al  e in un attimo siamo in Belgio.
14/10/2023

Saint Lamvinus di al e in un attimo siamo in Belgio.

  DUST Blending Merci Michel! Saison alle albicocche invecchiata in botte e blendata con Lambic alle susine e riesling. ...
04/09/2023

DUST Blending Merci Michel! Saison alle albicocche invecchiata in botte e blendata con Lambic alle susine e riesling. Blend numero 23 da 8,3 gradi.

Si percepiscono leggere note ossidative. Birra non estremamente complessa, ma dalla beva abbastanza facile. Non una table beer, ma neanche una Geuze delle più importanti.

Note acetiche contenute rispetto alle aspettative; può essere percepita come poco equilibrata a causa della spiccata acidità citrica.Miberale e secca.

Scaldandosi viene fuori del pepato.

Molto residuo sul fondo, tanto che il termine "fondazza" non è stato mai più appropriato. Anche versandola lentamente, già il secondo bicchiere è di un colore opaco che vira sul marrone.

Si percepisce, nel breve sorso, la leggera astringenza e acidità delle albicocche e delle susine per poi arrivare in un finale leggermente più morbido grazie all'uva Riesling.

Molto buona, anche se non troppo sfaccettata. Non per neofiti, ma neanche per bevitori sofisticati.

Gianluca

  Kriek di Brasserie Cantillon  infustata a maggio 2023. Buona, anche se un po' giovane e spigolosa. Un po' corta, ma pi...
10/08/2023

Kriek di Brasserie Cantillon infustata a maggio 2023. Buona, anche se un po' giovane e spigolosa. Un po' corta, ma più equilibrata.

Apettando Rosé de Ganbrinus e Saint Lamvinus al FUEL Beer House

   Blend Ambasciatori 1 al .lecce di Lecce ...
02/06/2023

Blend Ambasciatori 1 al .lecce di Lecce ...

  Prophet pub Ca' del Brado Partenocraft  e si vola
03/03/2023

Prophet pub Ca' del Brado Partenocraft e si vola

   Speling Van Het Lot Intense Schaarbeekse XVI.v blend 23, stagione 20/21, 6.8% alcool, data imbottigliamento 28/01/202...
10/01/2023

Speling Van Het Lot Intense Schaarbeekse XVI.v blend 23, stagione 20/21, 6.8% alcool, data imbottigliamento 28/01/2021, bottiglia numero 0810/1306.

Colore rubino, ma un po' più scuro e opaco. Intensa mandorla amara, floreale e note pepate. Scaldandosi viene fuori una leggera nota animale e selvatica. Vengono fuori anche intense componenti balsamiche che ricordano oli essenziali di eucalipto e menta. Secca, ben carbonata, acidità contenuta e bilanciata. Poco stratificata e lunga, è assai pulita e si concentra su pochi, ben marcati e delineati strati aromatici e gustativi.

Buona, da bere a litri. Mi hanno colpito le note balsamiche che così nette eppure così bilanciate non avevo mai provato. Mi ha aperto un mondo.

La macerazione è la stessa del blend 22, ma con l'aggiunta di lambik più giovane.

Grazie che ci dai l'accesso a queste perle a prezzi contenuti attraverso lo shop.

Indirizzo

Piazza D'Italia 10-14
Lecce
73100

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