21/09/2026
DOPO CINQUE ANNI, NON È IL MOMENTO DI FERMARSI. È IL MOMENTO DI CRESCERE ANCORA.
Si è conclusa un’altra edizione della Sagra del Coniglio, della Focaccia di Patate e dello Spumone e, da attività partecipante, sentiamo il bisogno di condividere qualche riflessione.
Dopo cinque anni ci sono ancora tante cose da migliorare. E forse è proprio questo il bello: non bisogna mai sentirsi arrivati.
Dopo un’edizione come questa, guardando la quantità incredibile di persone che ha riempito il nostro paese, verrebbe facile dire: “Abbiamo fatto il boom, possiamo cullarci sul risultato.”
No. Non è così.
Abbiamo avuto una risposta straordinaria, forse anche superiore alle aspettative, nonostante le polemiche che hanno accompagnato i giorni precedenti la Sagra. Ma un grande successo non deve essere un punto d’arrivo: deve diventare il punto da cui ripartire per fare ancora meglio.
E, che se ne dica, il coniglio piace ed è apprezzato.
Lo possiamo testimoniare persino noi del Pink Bar, che non siamo una macelleria. Abbiamo scelto di collaborare con una realtà del territorio che ce lo ha preparato e il risultato è stato più che positivo: lo abbiamo venduto, e anche molto bene.
L'obiettivo era e resta quello di costruire una Sagra autentica, legata ai prodotti che rappresentano la nostra tradizione: il coniglio, la focaccia di patate e lo spumone.
Non sappiamo se abbiamo già centrato completamente questo obiettivo. Probabilmente c'è ancora strada da fare. Ma una cosa possiamo dirla: è stato davvero un gran bell'evento.
In questi giorni abbiamo sentito anche tante persone dire: “Vorremmo vedere più attività del paese partecipare alla Sagra.”
Sarebbe bellissimo. Ma bisogna anche conoscere cosa significa realmente partecipare.
Uscire dalla propria attività e portarla in piazza non è gratis. Tra SCIA sanitaria, gazebo e spese di partecipazione si possono raggiungere già circa 800 euro, prima ancora di acquistare il materiale, la merce e di sostenere il costo del personale necessario.
Noi, per esempio, durante queste giornate abbiamo scelto di tenere aperta la nostra attività soltanto per metà giornata per poter essere presenti alla Sagra.
È un sacrificio. È un investimento. Ed è anche un rischio.
Molte volte abbiamo sentito dire: “Sono sempre i soliti.”
Forse è vero. Ma quei “soliti” sono anche coloro che, ogni volta, scelgono di rischiare qualcosa di proprio per il proprio territorio, mettendo tempo, lavoro, denaro e persone. E qualche volta può capitare anche di rimetterci.
Ma quando abbiamo deciso di sposare questo progetto non lo abbiamo fatto soltanto pensando a quanto avremmo venduto.
Lo abbiamo fatto perché crediamo che di Casamassima debba rimanere qualcosa alle generazioni future.
Le tradizioni non sopravvivono da sole. Hanno bisogno di persone che decidano di esserci, di attività che partecipino, di associazioni che lavorino e di amministratori che continuino a crederci.
Per questo vogliamo ringraziare Gino Petroni, che prima di tanti altri continua a credere profondamente in un paese che lo ha “adottato”. E fa quasi riflettere pensare che, qualche volta, chi viene da fuori riesca ad amare e difendere questo paese persino più di chi ci è nato e ci vive da sempre.
Ringraziamo l'Amministrazione Comunale, tutta, e la Pro Loco, dietro la quale c'è un lavoro enorme che spesso il pubblico non vede.
Naturalmente ci sono cose da rivedere, correggere e migliorare. Dopo cinque anni è giusto dirlo e confrontarsi anche su ciò che non ha funzionato perfettamente.
Ma migliorare non significa demolire ciò che è stato fatto.
Significa partire da ciò che ha funzionato, riconoscere gli errori e alzare ancora un po' l'asticella.
Perché dopo aver visto Casamassima così piena di persone, dopo aver visto famiglie, giovani e visitatori vivere le nostre strade e le nostre piazze, la risposta non può essere: “Ce l'abbiamo fatta.”
La risposta deve essere:
“Abbiamo fatto tanto. Adesso facciamolo ancora meglio.”
Pink Bar
Orgogliosi di esserci. Orgogliosi di contribuire, nel nostro piccolo, a mantenere vive le tradizioni del nostro paese.