26/06/2026
La galleria nazionale di Tirana è chiusa e si spera possa riaprire il prossimo anno, rinnovata. Intanto un museo da visitare è la “Casa delle Foglie”. Nome poetico per uno stabile che celava una finalità per nulla edificante. Era una vecchia clinica ostetrica costruita nel 1931 dagli italiani e poi divenne il centro dell’intelligence del regime. Qui tutto veniva spiato. Sala degli interrogatori, dispositivi elettronici degli anni 60/70 che servivano per intercettare ogni segnale. Tutti i telefoni dell’Albania erano controllati e registrati, la posta letta e poi richiusa dopo la censura, cimici ovunque, sembra di stare dentro un film di spionaggio russo. Un mondo che ora fa impressione e che fa tanto pensare, perché è pazzesco come oggi siamo noi (e anche noi proprio ora) a fornire tutti i nostri dati, le nostre vite, i nostri figli, le nostre passioni, tutto, in maniera gratuita e consapevole in pasto a governanti e mercanti di dati. Ci fa specie andare in un museo delle spie e noi ci facciamo spiare dai nostri telefoni tutto il giorno. Vabbè, ci vuole del vino. Una cantina albanese buonissima si chiama Shendeverë by Çobo fanno una bollincina niente male e questo Orange W**e a base di un vitigno autoctono molto profumato e fresco, persistente e rotondo in bocca. Si mangia pure bene, una cosa stupenda è il pomodoro marinato e alici, spaziale! Con Veruska Picchiarelli