Musei e birrette

Musei e birrette Musei e birrette è una pagina di storici dell'arte semi alcolizzati che fanno un po' de stupeto

Visita un po’ veloce alla Galleria Nazionale di Parma alla Pilotta, peccato i lavori al teatro Farnese, ma è sempre un p...
28/02/2026

Visita un po’ veloce alla Galleria Nazionale di Parma alla Pilotta, peccato i lavori al teatro Farnese, ma è sempre un posto da sogno, quello. La pinacoteca avrebbe bisogno di un tocco in più, luci migliori magari. Però si vedono, ovviamente, tante cose bellissime. C’è un gruppo di dipinti che viene da Lucca e vedi ori e sgraffiti toscani a come in Agnolo Gaddi. Le due tavole di Puccio di Simone stavano ai lati di un’Incoronazione della Vergine, ma viene da Firenze come si dice? (Certo soluzione più ovvia) ma i santi potrebbero suggerire anche Fabriano. Angelico lo abbiamo visto tutti a Strozzi, ma è sempre un piacere.
Il vestito a piume di struzzo della Madonna del Maestro di Barga? Che bello! E poi Cima, Dosso, Francia e ovviamente quintalate di Seicento. Che bello Schedoni!! Nei dintorni Agriturismo Fattoria Marchesini, dove si mangia in modo sublime (parmigiano e gnocco fritto) e dove si beve un ottimo Lambrusco, che non è il vino che preferisco, ma questo era veramente buono e soprattutto necessario qui, vero ?

La mostra sui disegni di Annibale al Louvre é strepitosa. Si incentra sugli studi per la Galleria Farnese e voi direte: ...
24/01/2026

La mostra sui disegni di Annibale al Louvre é strepitosa. Si incentra sugli studi per la Galleria Farnese e voi direte: e grazie! Che ci vuole a fare una mostra bella con quei disegni divini per quegli affreschi divini! E si, un po’ è giusto. Mi ricordo la mostra bellissima e assai importante di Bologna del 2006/7 curata da e quella importante dentro palazzo Farnese nel 2010 e anche l’anno scorso a Roma, ai Capitolini si é indagato il rapporto tra i Farnese e l’antico. Ma stavolta la quantità di disegni é impressionante ed é bellissimo alzare gli occhi e vedere per quale figura fosse servito. La Galleria é il canto del cigno di Annibale e lui lo sa, qui é novello Raffaello e novello Michelangelo. I suoi modelli sono l’antico, é ovvio, ma pure gli antichi - moderni e c’è una sala con gli studi di Annibale sulla Sistina o la Galatea. Per lui il torso del belvedere o gli affreschi in Vaticano non hanno grandi differenze, sono le cose da vedere, ma in competizione continua. Bella la fine con i disegni della brigata, Annibale, Agostino, Badalocchio, il giovane Lanfranco che sembrano studenti fuori sede a divertirsi a Roma. E Annibale con quel viso e quello sguardo, doveva essere proprio un bolognese simpatico. E dopo? Se avete voglia di Francia un po’ antica, un pizzico di Follies Bergère e del buon vino, allora dovete andare da , che sarà pure un gran casino, pure un po’ turistico, ma alla fine si mangia bene ed é una bella esperienza! Ah! Provate il loro Merlot!

In questi giorni a Parigi si può fare una bella esperienza. Con quaranta minuti si va a Fountainbleau a vedere il castel...
23/01/2026

In questi giorni a Parigi si può fare una bella esperienza. Con quaranta minuti si va a Fountainbleau a vedere il castello, posto piacevole, soprattutto per il giardino e il parco. Oggi pioveva a dirotto, bene ma non benissimo. Il castello é tutto sommato ben conservato e la galleria, la sala da ballo e parte dello scalone conservano ancora pitture e stucchi di Rosso, Primaticcio e Niccolò dell’Abate. Quanto rimane ci fa capire la grandiosità della scelta, la straordinaria qualità degli artisti e un po’ ci fa odiare Napoleone che poi ha stravolto tutto. Mamma che belli gli stucchi, pieni di giochi stupendi, di animali che ci guardano e di figure di un michelangiolismo dolce. Poi torni a Parigi e all’Ecole dea Beaux Arts puoi vedere una mostra con la loro collezione di disegni e stampe proprio da Fountainbleau. I tratti di Rosso e Primaticcio sono pazzeschi, però la mostra é un filo deludente perché avrebbero dovuto segnalare quale fosse l’affresco riferito a quello studio o a quell’Acquaforte. Bastava una fotina nella dida. Va bene che tante cose sono andate perdute, però sarebbe stata un’accortezza utile. Bellissima la serie di incisioni che dimostrano come il re avesse assunto degli artisti proprio per diffondere le immagini del suo castello. E poi? E poi birra! Grimbergen bionda media, una belga con un retrogusto dolce e delicato che con gli stucchi ci va a nozze!

Al Musée Jaquemart André organizzano sempre mostre intelligenti e quest’anno é la volta di George De La Tours. Pittore p...
22/01/2026

Al Musée Jaquemart André organizzano sempre mostre intelligenti e quest’anno é la volta di George De La Tours. Pittore pazzesco e famoso, tanto che é difficile godersi la visita per la quantità di gente che c’è dentro. Meno male però, vuol dire che il nostro mondo non è ancora scomparso (almeno non del tutto). La mostra non è strepitosa, ci sono anche copie e opere di bottega di cui solo in rari casi ne è spiegato il motivo. Certo, quando l’originale è perduto, va bene anche la versione di bottega, ma altrimenti boh. Poi avrei messo qualche pittore necessario per spiegare la grandezza di George. Certe cose vanno anche vicine a Rembrandt per esempio (che è più giovane di una quindicina d’anni) ma la materia rialzata è proprio la sua. Comunque, pittore stupendo! Le notti silenziose e teatrali sono il grado massimo della comprensione di Caravaggio, la vita che pulsa nel doppio ritratto dei mangiatori di piselli é commovente. Il colore campito largo ma magro sul pennello è stupefacente. E poi, il San Giacomo dell’apostolato, non anticipa Manet? Di due secoli e mezzo! Edwuars sapeva dove guardare. E quindi con tutta questa Francia si va da Solferino nella rive gauche a mangiare soup d’onion e bere una stupenda birra belga. Bionda e fresca. L’ultima volta qui eravamo con e vi ricordate?

E alla fine, alla terza visita, ecco il post su Beato Angelico. Togliamo ogni dubbio, è una mostra che va vista e rivist...
21/11/2025

E alla fine, alla terza visita, ecco il post su Beato Angelico. Togliamo ogni dubbio, è una mostra che va vista e rivista, studiata a fondo, capita soprattutto. Perché una cosa così sarà difficile da rivedere, grandissimo lavoro! Poi non è facile, visto che l’allestimento per luoghi e tipologie non mostra benissimo il percorso del pittore, anzi è evidente che un po’ di date vadano aggiustate. Però mostra senz’altro la sua qualità. A San Marco, mai visto così pieno, si cerca di dimostrare la formazione con Starnina, ma mi devo ancora convincere. La sezione però è stupenda, basterebbe il trittico di Cascia a Reggello in mezzo alle cose già di quel museo. A Strozzi, la prima sala con le opere di Palla creano un cortocircuito tra contenitore e opere bellissimo. Mi pare che sia necessario rimettere a posto la pala di Gentile sull’altare principale della sagrestia di Santa Trinita e non in secondo piano. La luce da sinistra della Deposizione deve arrivare dalla finestra rotonda, che serve pure a illuminare San Giovanni Battista dipinto sul fianco del pilastro. Ma vi pare che il patrono di Firenze lo lasciavano in ombra? Vabbè, ma se iniziamo così ci vogliono 5 pagine. Allora godetevi i dettagli, i volti, la luce, i peli di sant’Onofrio, il viso di Francesco che ci parla, le anconette deliziose, l’oro. Mamma mia quanto oro e com’è lavorato! Uno su tutti? Il polittico Guidalotti di Perugia. E poi Benozzo super star, seppure va cercato bene perché un po’ di cose sue passano come di fra Giovanni, esce un gran pittore! E poi ho anche un’idea nuova ma mi sa che non ho il coraggio di dirla così. Quindi assalito dai dubbi uno esce in cerca di cibo. Sei a Firenze, che fai? Vai a Sant’Ambrogio a mangiare il lampredotto più buono di tutti, un po’ piccantino, annaffiato di Chianti. Secondo me lo mangiava pure Angelico! complimenti!

Pavia noi ce la ricordiamo solo per “In questa città” degli 883, diciamolo. Però quando pensiamo a che il giovane Gentil...
11/11/2025

Pavia noi ce la ricordiamo solo per “In questa città” degli 883, diciamolo. Però quando pensiamo a che il giovane Gentile stava lì e frequentava Gian Galeazzo Visconti, allora la situazione cambia e quindi il castello (anche un po’ in mezzo a quella nebbiolina tipica, diventa stupendo. Cioè, lo è! Un museo bellissimo e grande che oggi ospita la mostra del centenario della battaglia del 1525. Sono proprio i lanzichenecchi del sacco di Roma, quelli rappresentati sugli arazzi di Capodimonte. Illuminati un po’ radente e si fa un filo fatica a leggere tutto, ma il colpo d’occhio è clamoroso. Prima però si spiega una mostra bella e intelligente, che parte dal Donato De Bardi di Brera con gli altri pezzi del polittico (già visti al poldi pezzoli) e vicino la paletta di Foppa è stupenda. La pittura lombarda è tutta luce metallica che accarezza ritratti e leviga le superfici, così come fa Bergognone. Ovviamente la parte sulla Certosa è interessante e rivedere di nuovo il Dio padre di Perugino è sempre bello. Ma che pittore! E accanto Fra Bartolomeo con Mariotto, una tavola ciascuno. Le sculture di Amadeo sono sempre tirate e scarne ma di una qualità fuori dal comune. C’è anche una pala in fondo che ti fa far pace con Giampietrino, perché sembra sempre un po’ noioso, ma invece qui è bello e pieno di idee. Poi la sala col modellino (modellone) è stupenda e c’è anche la stampa Prevedari! Vale il viaggio solo quella. Era tardi ma siamo riusciti a fare una scappata a vedere la Malaspina e a salutare Gentile, appunto, e anche quella meraviglia di Giovanni Bellini (si, pure Antonello e tutti gli altri). Quindi non abbiamo avuto tempo per un buon rosso di Oltrepo Pavese, vini che andrebbero rivalutati, come la città (magari chiediamo consiglio a )! #1525

Va detto subito che una mostra così, in un museo Diocesano è solitamente molto difficile da vedere, perciò bravi. Boccac...
08/11/2025

Va detto subito che una mostra così, in un museo Diocesano è solitamente molto difficile da vedere, perciò bravi. Boccaccio Boccaccino a Cremona è un’esposizione gustosa di un pittore pazzesco, un grandissimo che in fondo si fa ancora fatica a mettere a fuoco. La partenza, se così è, con la Natività di Capodimonte denuncia una formazione a Ferrara nei pressi di Lorenzo Costa, ma c’è anche qualcosa di nordico che a me ricorda pure Berruguete, in certi passaggi liquidi. Potevo averlo visto tra Bologna e Ferrara, forse. Ma poi la tavola per gli Este è monumentale, maestosa nel modo di comporle la, siamo sicuri che sia proprio dello stesso stretto periodo? L’Annunciazione Arvedi è un po’ spellata ma è spettacolare, piena di idee bellissime a partire dall’architettura aperta e composta come Cima da Conegliano con tanto di cesendelo appeso in alto. Il leggio con quella stoffa tagliente è indimenticabile. Nei volti inizia a vedere Durer, ma tanto tanto Giovanni Bellini, come si vede benissimo nelle tavole veneziane, che in realtà sono le mie preferite. Boccaccino comprende Bellini fino in fondo. La zingarella degli Uffizi, stupenda! Ovvio. Ma si può scrivere che è “iconica”? Sta cosa ci sta un po’ sfuggendo di mano. Un ritratto non è un’icona, mi pare, se tornassimo, almeno noi, a dare il giusto significato alle parole faremmo già un passo avanti. Vabbè, viaggio lungo e mattina piena. Autunno, che fai? Vai a pranzo all’antica Locanda Bissone. Alle pareti violini, è ovvio! E nel piatto dei tortelli con la zucca fenomenali! . C’era anche la compagnia perfetta!

Il museo questi giorni è il bosco. Più colori di qualsiasi artista.Poi helles di Beerik
01/11/2025

Il museo questi giorni è il bosco. Più colori di qualsiasi artista.
Poi helles di Beerik

Lo so che vi aspettavate un post sulla mostra di Beato Angelico, ma sarebbe stata troppo mainstream e quindi arriverà pi...
02/10/2025

Lo so che vi aspettavate un post sulla mostra di Beato Angelico, ma sarebbe stata troppo mainstream e quindi arriverà più avanti (la verità è che la mostra l’abbiamo vista ma abbiamo poche foto). E quindi ecco Brueghel che si ubriaca in copertina! Dove? nel Museu National di Bucarest, che è un posto fascinosissimo. Pittura rumena dalle icone a Brancusi, ma anche il ricordo del regno di Carlo I molto francese e quindi qualche impressionista, due bronzi belli di Rodin e tutta la collezione del sovrano. Intanto il museo è proprio veterocomunista, con le porte dj legno da aprire da soli, le luci un po’ tristi e molto anni 70. Ma a noi piacciono un sacco ste cose. La collezione di pittura italiana ha degli highlights strepitosi, come la Madonna di Orazio Gentileschi, il più gran sarto della pittura del seicento. A noi sembra attorno al 1613. Domenico Veneziano? Che emozione! Peccato che il vetro davanti rifletta tutto e si vede male e non si apprezza la granitura dell’aureola resa come un piatto d’oro. Bella la predella di Signorelli, del primo decennio del Cinquecento, ma agli inizi, un po’ come la Comunione di Cortona. Bramantino sempre stupendo e poi con quei pentimenti in superficie è ancora più interessante. Tintoretto e Bassano (la Crocifissione con San Giovanni che urla rende giustizia alla forza della pittura) dialogano a distanza con El Greco nel piano di sopra. Ancora una versione del San Francesco di Guercino! Copia dalla pala del Louvre, con dei passi belli ma alla fine di bottega direi. Mentre a fianco Luca Giordano al suo meglio, come il San Michele di Vienna, fa capire la sua grandezza. Tanta altra roba, pure da attribuire! Ma non vi dico cos’è. Altre cose mica tanto belle, come può essere di Vasari sta Sacra Famiglia? Invece Nosadella si ama, smaltato come Bronzino ma con i panni liquidi come Tibaldi. Ma voi lo sapevate che in Romania fanno il vino buono? Un Sauvignon Blanc coltivato sulle colline alte, a sud della Transilvania (che già ci piace per questo) pieno di profumi, non tanta struttura ma discreta freschezza e lunghezza. Una sorpresa! Bravi.

Era tanto tempo che non si tornava al Museo Diocesano di Fermo, spesso chiuso o aperto a singhiozzo. E anche un po’ data...
09/07/2025

Era tanto tempo che non si tornava al Museo Diocesano di Fermo, spesso chiuso o aperto a singhiozzo. E anche un po’ datato, ma sempre utile una visitina. Tra la fila enorme di argenti, con qualche calice bello, di paramenti sacri a volte superbi come il bellissimo piviale medievale (senza didascalia, ma sarà del 200) che ti fa venir voglia di studiare i ricami antichi, ci sono tanti dipinti tra sei e settecento anonimi, che andrebbero studiati. Magari segnalare le copie, come il Cristo da Carlo Dolci, la Madonna da Maratta e la deposizione da Barocci, sarebbe utile. E in fondo nella sala più in basso le tavole. Ecco, queste sono le cose più interessanti. Marino Angeli a me sta simpatico (anche questione di famiglia, per ca**tà) ma dimostra di saper usare l’oro come i grandi! Certo che da queste parti nel Quattrocento dovevano avere un sacco di soldi, c’erano già gli scarpà? E si potevano permettere polittici grandiosi con cornici alte alte e tutte decorate, come quelle di Giovanni di Stefano, di cui un po’ di pezzi sono rimontati alla bell’e meglio in questo polittico pastiche di Marino. Vittore Crivelli viveva a Fermo, mica scemo, e quindi lavorava tantissimo per la città e il contado. Il polittico tardo con Sant’Elpidio ha la lamina d’argento per la cotta di maglia di questi, una Immacolata al centro bella precoce e la cornice all’antica, come aveva fatto per Monte San Martino e Sant’Elpidio a Mare. Certo che sta lontanissimo dal fratello, però pure lui ci prova a diventare più moderno, bravo! Marco di Paolo è una delizia, con quelle faccette puntute tutte veneziane, ci piace. E poi tante cose da vedere e da studiare, come il messale de di Giovanni di Ugolino da Milano col fondo della Madonna in argento e questa stauroteca con miniature nei bracci, come la famosa croce di Atri. Sono veneziane anche queste figurine? Arrivava tutto via mare e quindi al mare si va a mangiare. Dove? Da .0 a porto Sant’Elpidio dove ci sono ragazzi volenterosi e bravissimi e lo chef sa proprio il fatto suo. Il carpaccio di tonno è una roba spaziale! Ma tutto è ottimo, con un bel vino bianco della zona, meglio un verdicchio!

Il castello di Wawel a Cracovia è molto ma molto bello! Un complesso con più musei,a cattedrale cattolicissima e tanti s...
06/06/2025

Il castello di Wawel a Cracovia è molto ma molto bello! Un complesso con più musei,a cattedrale cattolicissima e tanti servizi. E poi la collezione Lanckoronsky, che è una di quelle cose che avrei sempre voluto vedere. L’angelo di Simone ha il volto un po’ sciupato, ma la veste notevole, la Madonna di Bernardo Daddi ti fa fare pace con questo pittore che è sempre un po’ uguale, ma è di grandissimo mestiere e l’angelo che incassa la testa per suonare il violino, di spalle, è una gran bella invenzione. Due Vittore Crivelli della fase Zarina fanno un po’ ripensare il pittore, non solo a rimorchio del fratello, ma tanto legato a Padova. Poi frammenti di tante altre cose, una bella Madonna di Sano di Pietro con una serie di santini entro tondi alla base, che sembra copiare o interpretare un’icona. Ma nella collezione l’highlight è il dipinto di Dosso, che si era visto a Ferrara qualche mese fa, ma quelle farfalle sono indimenticabili. Belle le due Madonne di Giovanni da Piamonte e del Maestro di Pratovecchio una accanto all’altra, ti viene voglia di studiare ancora la pittura di luce. I cassoni? Dopo il bel libro di Mattia Vinco c’è poco da dire. E quindi birra! Solo birra perchè ho scoperto che la cucina polacca è a base d’aglio, che per me è come la kriptonite! Quindi le loro pils vanno benissimo!

Il Salento è una regione stupenda, il sole, il mare e il vento, dicono. Ed è tutto vero. Otranto carina, Lecce una scope...
02/06/2025

Il Salento è una regione stupenda, il sole, il mare e il vento, dicono. Ed è tutto vero. Otranto carina, Lecce una scoperta ogni volta e se ti piace il Barocco, è la città per te. Ma è uno stile diverso da Roma o da Napoli, diverso ovviamente anche dalla Sicilia, qui è tutto più forte, più espressivo, anche nelle architetture. E poi il mare, ma siamo sicuri che sia lo stesso Adriatico di Marina di Ravenna, di Riccione, di Civitanova, di Francavilla? Perché qui l’acqua è incredibile. E ok, stai al mare, non vai a vedere musei. Però a Lecce la scelta del ristorante è stata praticamente obbligata. Vicino alla chiesa del Gesù c’è . Fuori la bandiera della Palestina e invece dell’insegna uno striscione con Stop Genocidio a Gaza. Io non lo so se qualcuno è andato ad identificare il proprietario, peró vicinanza e sostegno passano anche per una cena da lui. Tra l’altro: orecchiette fatte in casa pomodoro e cacioricotta da favola! Polpo alla pignata che ne volevo un altro e Fave e cicoria che non smetti di fare la scarpetta nemmeno quando il piatto è lìndo. I vitigni verdi sono i migliori per il bianco, ve lo dico per esperienza, perciò per questo Verdeca le aspettative erano alte. Sapidità, freschezza, lunghezza e tanto naso, buono davvero. Viva il Salento, ma soprattutto Free Palestine.

Adresse

Musée Du Louvre
Paris
75001

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