Musei e birrette

Musei e birrette Musei e birrette è una pagina di storici dell'arte semi alcolizzati che fanno un po' de stupeto

La galleria nazionale di Tirana è chiusa e si spera possa riaprire il prossimo anno, rinnovata. Intanto un museo da visi...
26/06/2026

La galleria nazionale di Tirana è chiusa e si spera possa riaprire il prossimo anno, rinnovata. Intanto un museo da visitare è la “Casa delle Foglie”. Nome poetico per uno stabile che celava una finalità per nulla edificante. Era una vecchia clinica ostetrica costruita nel 1931 dagli italiani e poi divenne il centro dell’intelligence del regime. Qui tutto veniva spiato. Sala degli interrogatori, dispositivi elettronici degli anni 60/70 che servivano per intercettare ogni segnale. Tutti i telefoni dell’Albania erano controllati e registrati, la posta letta e poi richiusa dopo la censura, cimici ovunque, sembra di stare dentro un film di spionaggio russo. Un mondo che ora fa impressione e che fa tanto pensare, perché è pazzesco come oggi siamo noi (e anche noi proprio ora) a fornire tutti i nostri dati, le nostre vite, i nostri figli, le nostre passioni, tutto, in maniera gratuita e consapevole in pasto a governanti e mercanti di dati. Ci fa specie andare in un museo delle spie e noi ci facciamo spiare dai nostri telefoni tutto il giorno. Vabbè, ci vuole del vino. Una cantina albanese buonissima si chiama Shendeverë by Çobo fanno una bollincina niente male e questo Orange W**e a base di un vitigno autoctono molto profumato e fresco, persistente e rotondo in bocca. Si mangia pure bene, una cosa stupenda è il pomodoro marinato e alici, spaziale! Con Veruska Picchiarelli

A Roma, di posti dove mangiare e bere bene ce ne sono tanti, quindi sto giro vi dico di scegliere la migliore carbonara ...
18/04/2026

A Roma, di posti dove mangiare e bere bene ce ne sono tanti, quindi sto giro vi dico di scegliere la migliore carbonara che vi va e andare! (Me ne ricordo una buonissima da Giulio passami l’olio!) Ma prima dovete andare a Palazzo Barberini a vedere la mostra Bernini e Barberini. È semplicemente stupenda. Certo, quando metti insieme tutti quei Gian Lorenzo è un po’ più facile. Però a me piace molto la partenza con Pietro, che si vede quanto abbia pensato su Giambologna e pure che quelle superfici lavorate con la gradina, rimangono (diverse, per carità) anche al figlio. Bellissime le 4 stagioni, l’Inverno sembra un personaggio del Signore degli anelli (il cartone degli anni 70, non il film) e ci fa capire quanto sia importante quella face anche per il nostro immaginario. Il San Sebastiano francese, quello nuovo, bello e con il corpo ancora un po manierista, ma va detto, accanto al San Lorenzo Contini Bonacossi scompare. Tra l’altro si fa fatica a capire quale sia il giusto punto di vista del santo sagittato, mentre Lorenzo è un miracolo ovunque. I busti di Papa Urbano VIII, quelli tutti autografi, dimostrano da soli l’assunto della mostra, cioè il rapporto tra Maffeo e Gian Lorenzo, che era strettissimo, come Raffaello e Giulio II, tanto che i ritratti cambiano secondo i pensieri del Papa. A Camerino, il bronzo tardo voluto da Angelo Giori, vede il Papa pensieroso ma risoluto, a Spoleto, il busto per il duomo della sua ex diocesi ha lo sguardo preoccupato di chi decide, mentre il marmo di casa sua, a Palazzo Barberini invece Maffeo è preso in un momento quasi di sopresa, come se fosse entrato qualcuno nella stanza. Una seria spettacolare. Poi la grandezza della sua pittura, che guarda Rubens e la velocità di Velazquez. Insomma, quanto è figo Bernini (ma pure Mochi!!!)

Mostra di Giotto e San Francesco a Perugia. E ve lo dico subito, ci sarà un altro post che ieri non abbiamo finito a far...
02/04/2026

Mostra di Giotto e San Francesco a Perugia. E ve lo dico subito, ci sarà un altro post che ieri non abbiamo finito a fare tutte le foto e a vedere tutto, perché dopo 7 ore era un po’ dura. Comunque, mostra bellissima, gli umbri sono clamorosi. Ci sono opere emozionanti e tanti tanti problemi da ragionare. Di quelle proprie stimolanti. Si entra e c’è il polittico di Badia e già basterebbe così, ma a fianco la Madonna di San Giorgio alla costa e quella di Borgo San Lorenzo. E si, è più antica San Giorgio, perché la seconda è più morbida nell’incarnato e nel modo di fare i panneggi. Rivedere le tavole del Maestro di Cesi insieme è sempre molto bello e capire anche come si sia formato proprio sui ponteggi di Assisi, che abbia capito Giotto fino in fondo, certo storcendo un po’ le cose, ma con osservanza appassionata. Guardare le chiappette di questo San Filippo come si appoggiano bene alla panca (come Giotto in controfacciata). Bene chiamare l’Espressionista Palmerino di Guido, era ora. Bella la tavola comprata da poco su cui siamo curiosi di sapere la provenienza e la funzione (ci sono delle idee che svilupperanno). Il drappo dietro il Cristo di Montefalco è incredibile, con una lavorazione dell’argento con velature che faceva risaltare la decorazione vegetale dei riquadri, immaginatelo illuminato con le candele. Però la maestà del Maestro del Farneto mi sa che viene prima del dossale della GNU. Mi piace molto l’idea della provenienza da Bastia Umbra, ma la data forse è da ripensare ( ci vuole bene lo stesso, vero?). Di sopra la Madonna di Oxford è stupenda e si che sarà umbra anche se ci si spiegano bene anche i riminesi. I senesi? Vabbè, Simone è il più bel pittore del Trecento e ori e argenti come lui non se ne vedono (guardate i troni dei Troni). E poi il resto alla prossima puntata. Perugia per me è sempre sinonimo di torta al testo (che se la chiamate Crescia un umbro da qualche parte muore, non è carino). Ripiena col prosciutto crudo e il pecorino non si batte!! grazie!!

Il Musée du petit Palais ad Avignone è un posto del cuore. Mi ricordo ancora la prima volta che sono stato, da studente,...
28/03/2026

Il Musée du petit Palais ad Avignone è un posto del cuore. Mi ricordo ancora la prima volta che sono stato, da studente, con Ester Moench che mi aprì l’archivio e tutte le volte, anche ora, la gentilezza dello staff del museo è quasi disarmante. Studiare lo è bellissimo, sarebbe da starci un po’. Anche perché la Collezione Campana è sempre clamorosa, lo so che ci sono passati tutti, che tutti hanno studiato (basta vedere le note delle schede del catalogo) ma uno spera sempre di fare una scoperta. E no, nemmeno sto giro, anche se qualche idea è venuta. Più che altro se uno va e si porta il libro di capisce tutto meglio. Oro, ma quanto oro. In tutti i modi, ma gli angeli di Giovanni di Paolo? E quel sole che sorride di Luca di Paolo? Stupendo! Sgraffiti che passione! Dal maestro Taddeo di Bartolo che è sempre uguale a se stesso, ma come lavora bene! Fino a Mariotto di Nardo e Ludovico Urbani, che non ti aspetti. Poi la sfida degli anonimi! L’assunzione umbra è del Maestro del trittico di sant’Eufemia (ma già si sapeva), l’Annunciazione lippesca di Prato? Uno che con Lippi era gomito a gomito, ma chissà! Vabbè, ma lista sarebbe lunga! In fondo alla via principale c’è il Pipeline, un pub super carino dove si mangia bene (tartare di salmone sublime) e hanno birre belghe da provare. La rossa con sentori di frutta è buonissima e beverina, dopo la giornata al museo, un toccasana. **r

Visita un po’ veloce alla Galleria Nazionale di Parma alla Pilotta, peccato i lavori al teatro Farnese, ma è sempre un p...
28/02/2026

Visita un po’ veloce alla Galleria Nazionale di Parma alla Pilotta, peccato i lavori al teatro Farnese, ma è sempre un posto da sogno, quello. La pinacoteca avrebbe bisogno di un tocco in più, luci migliori magari. Però si vedono, ovviamente, tante cose bellissime. C’è un gruppo di dipinti che viene da Lucca e vedi ori e sgraffiti toscani a come in Agnolo Gaddi. Le due tavole di Puccio di Simone stavano ai lati di un’Incoronazione della Vergine, ma viene da Firenze come si dice? (Certo soluzione più ovvia) ma i santi potrebbero suggerire anche Fabriano. Angelico lo abbiamo visto tutti a Strozzi, ma è sempre un piacere.
Il vestito a piume di struzzo della Madonna del Maestro di Barga? Che bello! E poi Cima, Dosso, Francia e ovviamente quintalate di Seicento. Che bello Schedoni!! Nei dintorni Agriturismo Fattoria Marchesini, dove si mangia in modo sublime (parmigiano e gnocco fritto) e dove si beve un ottimo Lambrusco, che non è il vino che preferisco, ma questo era veramente buono e soprattutto necessario qui, vero ?

La mostra sui disegni di Annibale al Louvre é strepitosa. Si incentra sugli studi per la Galleria Farnese e voi direte: ...
24/01/2026

La mostra sui disegni di Annibale al Louvre é strepitosa. Si incentra sugli studi per la Galleria Farnese e voi direte: e grazie! Che ci vuole a fare una mostra bella con quei disegni divini per quegli affreschi divini! E si, un po’ è giusto. Mi ricordo la mostra bellissima e assai importante di Bologna del 2006/7 curata da e quella importante dentro palazzo Farnese nel 2010 e anche l’anno scorso a Roma, ai Capitolini si é indagato il rapporto tra i Farnese e l’antico. Ma stavolta la quantità di disegni é impressionante ed é bellissimo alzare gli occhi e vedere per quale figura fosse servito. La Galleria é il canto del cigno di Annibale e lui lo sa, qui é novello Raffaello e novello Michelangelo. I suoi modelli sono l’antico, é ovvio, ma pure gli antichi - moderni e c’è una sala con gli studi di Annibale sulla Sistina o la Galatea. Per lui il torso del belvedere o gli affreschi in Vaticano non hanno grandi differenze, sono le cose da vedere, ma in competizione continua. Bella la fine con i disegni della brigata, Annibale, Agostino, Badalocchio, il giovane Lanfranco che sembrano studenti fuori sede a divertirsi a Roma. E Annibale con quel viso e quello sguardo, doveva essere proprio un bolognese simpatico. E dopo? Se avete voglia di Francia un po’ antica, un pizzico di Follies Bergère e del buon vino, allora dovete andare da , che sarà pure un gran casino, pure un po’ turistico, ma alla fine si mangia bene ed é una bella esperienza! Ah! Provate il loro Merlot!

In questi giorni a Parigi si può fare una bella esperienza. Con quaranta minuti si va a Fountainbleau a vedere il castel...
23/01/2026

In questi giorni a Parigi si può fare una bella esperienza. Con quaranta minuti si va a Fountainbleau a vedere il castello, posto piacevole, soprattutto per il giardino e il parco. Oggi pioveva a dirotto, bene ma non benissimo. Il castello é tutto sommato ben conservato e la galleria, la sala da ballo e parte dello scalone conservano ancora pitture e stucchi di Rosso, Primaticcio e Niccolò dell’Abate. Quanto rimane ci fa capire la grandiosità della scelta, la straordinaria qualità degli artisti e un po’ ci fa odiare Napoleone che poi ha stravolto tutto. Mamma che belli gli stucchi, pieni di giochi stupendi, di animali che ci guardano e di figure di un michelangiolismo dolce. Poi torni a Parigi e all’Ecole dea Beaux Arts puoi vedere una mostra con la loro collezione di disegni e stampe proprio da Fountainbleau. I tratti di Rosso e Primaticcio sono pazzeschi, però la mostra é un filo deludente perché avrebbero dovuto segnalare quale fosse l’affresco riferito a quello studio o a quell’Acquaforte. Bastava una fotina nella dida. Va bene che tante cose sono andate perdute, però sarebbe stata un’accortezza utile. Bellissima la serie di incisioni che dimostrano come il re avesse assunto degli artisti proprio per diffondere le immagini del suo castello. E poi? E poi birra! Grimbergen bionda media, una belga con un retrogusto dolce e delicato che con gli stucchi ci va a nozze!

Al Musée Jaquemart André organizzano sempre mostre intelligenti e quest’anno é la volta di George De La Tours. Pittore p...
22/01/2026

Al Musée Jaquemart André organizzano sempre mostre intelligenti e quest’anno é la volta di George De La Tours. Pittore pazzesco e famoso, tanto che é difficile godersi la visita per la quantità di gente che c’è dentro. Meno male però, vuol dire che il nostro mondo non è ancora scomparso (almeno non del tutto). La mostra non è strepitosa, ci sono anche copie e opere di bottega di cui solo in rari casi ne è spiegato il motivo. Certo, quando l’originale è perduto, va bene anche la versione di bottega, ma altrimenti boh. Poi avrei messo qualche pittore necessario per spiegare la grandezza di George. Certe cose vanno anche vicine a Rembrandt per esempio (che è più giovane di una quindicina d’anni) ma la materia rialzata è proprio la sua. Comunque, pittore stupendo! Le notti silenziose e teatrali sono il grado massimo della comprensione di Caravaggio, la vita che pulsa nel doppio ritratto dei mangiatori di piselli é commovente. Il colore campito largo ma magro sul pennello è stupefacente. E poi, il San Giacomo dell’apostolato, non anticipa Manet? Di due secoli e mezzo! Edwuars sapeva dove guardare. E quindi con tutta questa Francia si va da Solferino nella rive gauche a mangiare soup d’onion e bere una stupenda birra belga. Bionda e fresca. L’ultima volta qui eravamo con e vi ricordate?

Adresse

Musée Du Louvre
Paris
75001

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